Sulmona vuole il Festival degli Incontri

5 Ottobre 2019

Gli ambientalisti Mazzotta e Verrocchi: «No di Biondi? Facciamolo nella città di Ovidio». Costanzi (Pd): all’Aquila niente spazi

L’AQUILA. Il tempo per rispettare la date del 10 ottobre per l’inizio del Festival degli Incontri, oramai è scaduto. Tra un litigio e l’altro, il tempo è passato e potrebbe scadere – è il timore di molti – anche quello per utilizzare i 700mila euro destinati dal Mibac all’Aquila agli eventi per il Decennale del terremoto del 6 Aprile 2009.
Bisogna vedere se il ministero è disposto a far slittare un eventuale programma al 2020. E organizzare manifestazioni per 700mila euro nell’arco di due mesi, potrebbe risultare difficile.
E a questo punto intervengono due ambientalisti di Sulmona, Giorgia Mazzotta e Riccardo Verrocchi, impegnati anche sul fronte del «no» alla centrale Snam nella Valle Peligna, che lanciano una proposta provocatoria, ma non troppo: visto che all’Aquila da un mese stanno litigando, il Festival degli Incontri facciamolo a Sulmona. «Per mere motivazioni politiche il sindaco della città, Pierluigi Biondi, ha ritirato la propria disponibilità (non quella della città e dei suoi cittadini) a ospitare questo interessante Festival, con Saviano e altri illustri personaggi», scrivono Mazzotta e Verrocchi. «Lanciamo l’idea, che potrebbe risultare più provocatoria, ma che non vuole assolutamente esserlo, di tenere il Festival degli Incontri a Sulmona, entro il 2019, per onorare e ricordare tutte le vittime del terremoto (tra cui anche della Valle Peligna) riflettendo insieme su cosa ha significato il terremoto dell’Aquila per la provincia, facendo riflessioni sulla ricostruzione in atto e sugli innegabili stravolgimenti avvenuti nel tessuto sociale della città. Si tratta di una proposta che mira a salvaguardare il senso e gli obiettivi del Festival», sostengono Mazzotta e Verrocchi, «tenere viva la memoria delle vittime, cogliere l’occasione per incontrare grandi personalità del mondo della cultura italiana. Tenere il Festival a Sulmona, salvandolo dalla censura del sindaco Biondi, significherebbe anche accogliere questi artisti nella città di Ovidio, nella città dell’accoglienza e della medaglia d’argento per l’esempio dato negli anni della Seconda guerra mondiale. Qualora i cittadini dell’Aquila fossero d’accordo», concludono i due ambientalisti, «chiediamo al ministro Dario Franceschini e al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, di attivarsi affinché il Festival venga ospitato a Sulmona entro quest’anno». E mentre il sindaco Biondi è ancora in attesa di una convocazione da parte del Mibac, intervniene anche il Pd aquilano, con la responsabile Cultura, Fabiana Costanzi. Che punta il dito contro la mancanza di spazi: «La conclamata mancanza di spazi adeguati da adibire a manifestazioni al chiuso, che prevedano il richiamo di un ingente numero di spettatori, è l’ultimo tassello, in ordine di tempo, circa le motivazioni del muro contro muro che il sindaco sta portando avanti col ministero sul Festival», sostiene Costanzi. «Un atteggiamento che probabilmente porterà alla perdita del finanziamento. La possibilità di rinviare l’evento di uno o due mesi e farlo rientrare nelle celebrazioni del decennale, come previsto nelle more del finanziamento, è infatti impedita dalla mancanza di spazi».
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