Super debito al Cam, 17 sindaci accusano

4 Marzo 2018

Mostacci e gli altri: «Bilanci approvati dopo i pareri del consiglio, sconcertanti affermazioni da Di Pangrazio e Boccia» 

AVEZZANO. Diciassette dei 33 sindaci soci difendono il loro operato al Cam, società che gestisce il servizio idrico integrato. L’accertamento di un ulteriore debito di 13 milioni nel Consorzio acquedottistico marsicano, che si somma al già vertiginoso buco accumulato negli anni, e gli esposti presentati alla Procura di Avezzano e alla Procura della Corte dei conti all’Aquila per sollecitare verifiche su un’ipotetica mala gestione, hanno innescato una resa dei conti senza precedenti. Anche alla luce dell’intervento dell’ex sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e del suo vice, Ferdinando Boccia, che hanno scaricato le colpe sui sindaci colpevoli di avere approvato i bilanci.
«Le dichiarazioni di Boccia e Di Pangrazio, ex revisore ed ex presidente del consiglio di sorveglianza del Cam ci colgono di sorpresa», affermano i diciassette sindaci, «il voler scaricare sull’assemblea dei soci la responsabilità dell’approvazione dei bilanci del Cam relativi agli anni che vanno dal 2013 al 2016 è sconcertante».
La presa di distanza arriva da Enzo Di Natale (sindaco di Aielli), Antonio Mostacci (Collarmele), Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi), Francesco Ciciotti (Capistrello), Gianluca De Angelis (Lecce nei Marsi), Manfredo Eramo (Ortona dei Marsi), Antonio Mercuri (Bisegna), Rosanna Salucci (Collelongo), Roberto D’Amico (Morino), Lorenzo Berardinetti (Sante Marie), Sara Cicchinelli (Civita d’Antino), Giulio Lancia (San Vincenzo Valle Roveto), Antonio Paraninfi (Oricola), Mario Quaglieri (Trasacco), Giacinto Sciò (Pereto), Leonardo Lippa (Villavallelonga) e Antonella Buffone (Balsorano).
«Il sistema dualistico», affermano i rappresentanti dei 17 Comuni marsicani, «è un sistema che è stato adottato proprio per garantire, attraverso un organo tecnico-politico, la correttezza dell’operato dell’organo di gestione. Le assemblee dei sindaci hanno approvato i bilanci sempre dopo pareri del consiglio di gestione e dell’organo di revisione; il consiglio di sorveglianza non ha mai comunicato ai soci, in nessuna sede, qualsivoglia criticità in relazione alla veridicità dei dati di bilancio. Per il bilancio dell’anno 2015, bilancio che ha chiuso con un utile di oltre 1.4000.000 euro, il consiglio di sorveglianza ha rilasciato parere positivo e poi rimandato l’approvazione all’assemblea dei soci. Le dichiarazioni di Boccia e Di Pangrazio sono una caduta di stile che non ci aspettavamo e che tradisce per la seconda volta il mandato allora conferito. I sindaci, in sede di assemblea, non hanno nessun mezzo per poter verificare se i saldi siano corretti, se le scritture contabili hanno previsto tutte le componenti, se l’impianto contabile è rispettoso di tutti gli accadimenti aziendali. Speriamo a questo punto che i soci, e quindi tutti i cittadini marsicani, siano tutelati dagli organi deputati alla verifica puntuale delle eventuali responsabilità».
Di responsabilità, nei giorni scorsi, ha parlato anche Gabriele De Angelis, sindaco di Avezzano, Comune capofila. «L’enormità delle accertate scritture di rettifica, per 13 milioni di euro, impone ai sindaci azionisti e all’attuale governance Cam la ricerca della verità», le parole di De Angelis, «e quindi è necessario inviare senza indugio gli atti alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti per l’individuazione delle pregresse responsabilità».
Sulla vicenda verrà aperta un’inchiesta con l’ipotesi di reato di falso in bilancio.
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