Super microscopio Arta a tutela dei tartufi

9 Dicembre 2023

Presentato alla Fiera al Parco del Castello. Dionisio: «Così monitoriamo costantemente i fattori ambientali»

L’AQUILA. Un microscopio ottico di ultima generazione, in grado di acquisire immagini ad alta risoluzione, per osservare la struttura dei tartufi d’Abruzzo.
La tutela dell’identità del pregiato fungo ipogeo passa anche dal contributo scientifico che Arta Abruzzo ha inteso fornire durante la seconda edizione della Fiera internazionale del tartufo d’Abruzzo, che si è svolta al Parco del Castello lo scorso weekend.
L’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente è stata presente durante la tre giorni con uno stand espositivo all’interno del quale sono state messe a disposizione dei visitatori le più moderne strumentazioni scientifiche per cogliere le più impercettibili sfumature nelle strutture delle nove varietà abruzzesi.
«Da anni», dichiara il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura e all’Ambiente, Emanuele Imprudente, «stiamo lavorando per valorizzare le migliori eccellenze enogastronomiche del nostro territorio. Da questo privilegio deriva però il dovere di tutelare la ricchezza rappresentata dalle formazioni vegetazionali della regione e le tante aree soggette a frammentazione e consumo del suolo, attraverso il miglioramento delle tartufaie esistenti e l’incentivazione della forestazione».
Mediante un sofisticato microscopio ottico di ultima generazione predisposto all’interno dello stand dell’Arta e grazie alla collaborazione di un team di esperti micologi in servizio al Centro di riferimento regionale per la micologia del distretto Arta dell’Aquila, i partecipanti alla fiera hanno avuto la possibilità di osservare le caratteristiche delle spore presenti in tutte le varietà di tartufo tipiche della regione. L’iniziativa ha permesso di approfondire la conoscenza di questo prezioso frutto della terra e di comprenderne caratteristiche e peculiarità.
«Esiste un filo conduttore che lega Arta Abruzzo», dichiara il direttore generale dell’Agenzia, Maurizio Dionisio, «con la tutela del prelibato fungo ipogeo: il continuo monitoraggio dei principali fattori ambientali ben si coniuga con la purezza di un prodotto che trova il suo habitat naturale all’interno di un ecosistema protetto nella sua globalità». (c.s.)