Super perizia sull’incidente di Sara Sforza

Il gip accoglie la richiesta di rito abbreviato dell’avvocato di Ayoub. Vittime della strada parte civile
AVEZZANO. Una super perizia sull’incidente costato la vita a Sara Sforza, l’estetista 23enne di Aielli. Il gip Maria Proia ha accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato appunto dalla ricostruzione della dinamica dello schianto. Richiesta avanzata dall’avvocato Leonardo Casciere, difensore di Jarrar Ayoub, il marocchino di 25 anni accusato di omicidio stradale e lesioni stradali. L’incidente è avvenuto il 2 gennaio scorso e causò la morte della giovane Sara e il ferimento del fidanzato Alessio Vergari, 32enne, anche lui di Aielli. La super perizia verrà affidata il prossimo 28 ottobre. È stata un’udienza accesa quella che si è tenuta ieri in un’aula del tribunale di Avezzano dove l’imputato, chiamato a giudizio immediato, ha preferito non presentarsi. Il rito abbreviato prevede la riduzione della pena di un terzo, ma in caso di un eventuale concorso di colpa dovuto al condizionato ci sarebbe un ulteriore sconto. Una decisione contro la quale si è opposto l’avvocato Lucio Cotturone, che assiste Vergari, convinto che «il condizionato rappresenta una forzatura viste le testimonianze rese dai testimoni oculari, le ammissioni dello stesso imputato in sede di interrogatorio e le aggravanti della guida senza patente e sotto l’effetto di alcol che convergono verso una responsabilità esclusiva del magrebino. La perizia disposta, inoltre, non può intaccare in nessun modo la morte di Sara e nessun perito potrà mai stabilire e dimostrare che l’eventuale contributo della ragazza abbia anche causato la sua stessa morte». Il gip ha inoltre acquisito la documentazione medica di Vergari nei confronti del quale è stato chiesto il riconoscimento del reato di lesioni gravissime. «Il giudice ha accolto in pieno ciò che avevamo chiesto ritenendo di dover accertare come si sono svolti realmente i fatti», commenta Casciere, «ha quindi disposto la perizia perché dagli atti in possesso, scaturiti dalle indagini preventive, non è emersa una ricostruzione attenta dell’incidente che ritengo cruciale nella vicenda giudiziaria». L’omicidio stradale prevede una pena massima di 18 anni, che per Ayoub scendono a 12 in virtù del rito l’abbreviato, ma che potrebbero essere ridotti fino alla metà in caso di corresponsabilità nel sinistro. Nel processo si è costituita parte civile l’Associazione vittime della strada, rappresentata dall’avvocato Luisa Cornacchia. (f.d.m.)
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