Supercarcere, è allarme sicurezza

Agenti in piazza: poca vigilanza esterna nella struttura che ospita Messina Denaro
L’AQUILA. È il supercarcere in cui è recluso al 41 bis anche il boss Matteo Messina Denaro. Ma gli agenti della Penitenziaria lanciano l’allarme sulla sicurezza esterna della casa circondariale Le Costarelle dell’Aquila. Tanto è sentito il problema, che stamattina i sindacati uniti protesteranno davanti al carcere con un sit-in pacifico dalle 10 alle 12.
«Le ragioni di tale manifestazione traggono origine da un oramai inaccettabile immobilismo del Reparto operativo mobile di Roma al cui personale è, per decreto, demandata la gestione dei detenuti sottoposti al regime speciale di 41 bis e che, invece, in totale mancata attuazione del decreto stesso, viene affidata in misura sempre più rilevante al personale del cosiddetto “quadro permanente”», scrivono in una nota congiunta i sindacati Sappe, Uil Pa, Uspp e Fp Cgil polizia penitenziaria. Continuando: «Il sempre più massiccio ricorso nell’impiego del personale del quadro permanente in funzioni che, come detto, spetterebbero al Reparto operativo mobile, comporta un drastico abbassamento dei livelli minimi di sicurezza esterna in un istituto a totale contenimento di soggetti ristretti al 41 bis, tanto che si è già dovuto ricorrere all’ausilio dell’Esercito italiano per le operazioni di pattugliamento della zona perimetrale dell’istituto».
Quindi le richieste: «Al fine di garantire la soglia minima di tali livelli ed evitare una grave compromissione in materia di ordine e sicurezza, i sindacati sono a chiedere a gran voce al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria l’immediato invio in questo istituto di non meno di 30 unità di personale di polizia penitenziaria appartenenti al Reparto operativo mobile, preannunciando fin d’ora, in mancanza di risposta, forme di protesta ad oltranza». (l.t.)
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