Supermercati, crac da 1,5 milioni: ecco tutte le accuse della Procura

La tesi è quella di un sistema di società utilizzato per svuotare i beni della Ardab portandola al fallimentoIl ruolo dell’imprenditore e avvocato Gianni Paris e quello dei prestanome. Coinvolto un 43enne di Luco
AVEZZANO. Un sistema di società utilizzato per svuotare i beni di una srl portandola al fallimento. È questa la tesi della Finanza che ha ricostruito un crac dei supermercati da un milione e mezzo e accusato 7 persone di bancarotta fraudolenta. Le indagini, coordinate dalla Procura di Tivoli, erano finalizzate ad accertare reati fallimentari legati a supermercati di Avezzano, Tagliacozzo e Subiaco. La chiusura indagini è stata firmata dal procuratore Francesco Menditto nei confronti di Massimo Palmieri, 61 anni di Subiaco, Daniele Caringi, 39 anni di Avezzano, Costantino Lucarelli, 43 anni di Luco dei Marsi, Antonella Mancini, 58 anni di Agosta, Lorenzo Palmieri, 39 anni di Agosta, Andrea Corazza, 32 anni di Borgorose e Gianni Paris, 49 anni, avvocato, imprenditore e scrittore di Avezzano, noto anche per essere il presidente della squadra di calcio biancoverde.
LE ACCUSE
I sette indagati sono accusati di bancarotta fraudolenta in concorso tra loro, in relazione a una società di distribuzione di generi alimentari e bevande, l’Ardab, dichiarata fallita nel 2021 dal tribunale di Tivoli. Cinque degli accusati, escludendo Lorenzo Palmieri e Gianni Paris, estranei in questo frangente, secondo la Procura avrebbero «distratto il ramo d’azienda costituito dal punto vendita di Tagliacozzo, mediante la creazione di una srl, istituita ad hoc il 17 febbraio 2020». Facevano ciò «acquistando con la srl il ramo d’azienda al prezzo di 130mila euro mai corrisposti e poi lo cedevano a una seconda società, intestata a Corazza, quattro mesi dopo, il 26 giugno 2020 con un contratto preliminare di compravendita al prezzo di 200mila euro più Iva, somma notevolmente inferiore rispetto ai 400mila euro inizialmente richiesti da Massimo Palmieri». In questo modo, secondo l’accusa «privavano la società, quella che gestiva la distribuzione di generi alimentari e bevande (Ardab), del punto vendita più redditizio».
PRESTANOME
Nel frattempo le quote della Ardab erano state cedute inizialmente a Caringi al 100 per cento, e successivamente a Lucarelli che erano, secondo il procuratore di Tivoli «teste di legno di Palmieri». La stessa cosa, sempre secondo la procura laziale, era stata fatta per il punto vendita di Avezzano, che era stato «dato in gestione a una srls istituita ad hoc il 3 agosto 2020 di cui Paris era stato amministratore unico per 11 giorni e poi amministratore di fatto, dovendo lasciare la società a causa del provvedimento interdittivo emesso a suo carico dal tribunale di Avezzano il 31 luglio 2020. Tutto ciò», continua il capo d’accusa, «senza stipulare alcun tipo di contratto per regolamentare la gestione». La società, sempre per la Procura, «gestiva il punto vendita di Avezzano utilizzando i conti correnti e i dipendenti della Ardab, senza corrispondere alcunché».
DISTRAZIONE FONDI
Inoltre Palmieri, secondo l'accusa, avrebbe «distratto dalla società circa 100mila euro mediante la smobilizzazione del portafoglio titoli. Avrebbe distratto infatti altri 116mila euro circa con decine di prelievi dei corrispettivi aziendali». E ancora: «Infine, con lo scopo di procurare a sé stessi o ad altri un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori, tenevano i libri e le altre scritture contabili obbligatorie in guisa da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari». In particolare «omettevano di consegnare alla curatela la documentazione contabile». Le indagini, partite dalla denuncia presentata da alcuni dipendenti rimasti senza stipendio, sono state eseguite attraverso l’analisi dei conti correnti nella disponibilità delle società e degli amministratori e sono state indirizzate all’accertamento degli effettivi flussi di cassa generati dalle attività commerciali. C’è stato anche un importante sequestro di documenti contabili.
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