Superstrada, dieci anni per il raddoppio

25 Febbraio 2022

Lavori da 960 milioni, tutti i dettagli. I possibili ostacoli: espropri, necropoli, gasdotto e impatto ambientale con 7 gallerie

AVEZZANO. Dieci anni e cinque mesi, dalla progettazione all’esecuzione, per consegnare all’Abruzzo una nuova superstrada del Liri, via di collegamento verso il Lazio e la Campania. Opera definita strategica dal governatore della Regione, Marco Marsilio, nell’incontro avuto mercoledì con i sindaci e con il responsabile territoriale per l’Abruzzo e il Molise di Anas, Antonio Marasco. Il Centro è venuto in possesso della relazione di 88 pagine dell’Anas, società che gestisce la statale 690 nella Valle Roveto, meglio nota come superstrada.
IL CRONOPROGRAMMA
Anas prevede un periodo di 36 mesi per la conclusione delle fasi di progettazione, approvazione e affidamento lavori (l’iter è stato avviato l’anno scorso). L’inizio degli stessi è ipotizzato dal secondo semestre 2024, da portare a conclusione a fine 2031. Tutto il processo sottende un periodo complessivo di 10 anni e 5 mesi circa.
GLI INTERVENTI
I lavori da 960 milioni interesseranno circa 33 km di strada. Sono previsti il rifacimento del manto (potrà aumentare la velocità di percorrenza), sette nuove gallerie, 41 piazzole di sosta e l’adeguamento di 8 svincoli (Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Le Rosce, San Vincenzo, svincolo Roccavivi-Balsorano, svincolo Ridotti). Altri lavori riguarderanno le rotatorie degli innesti delle rampe di svincolo con la viabilità locale. Il progetto prevede la realizzazione del raddoppio della canne delle gallerie esistenti – a cominciare da quella del Salviano – «al fine di adeguare la strada alla tipologia prevista. Attraversare il territorio con gallerie è una valida alternativa, data la loro capacità di ridurre alcuni componenti dell’impatto ambientale come ad esempio l’intrusione visiva delle infrastrutture e l’inquinamento acustico».
L’ATTUALE TRACCIATO
Nato tra mille peripezie, e con concezioni progettuali già vecchie, l’attuale tracciato stradale «presenta localmente problemi di visibilità legati a un andamento dell’asse stradale caratterizzato da curve di raggio tale da non consentire la visibilità necessaria per l’arresto dei veicoli». Questo emerge dalla relazione di Anas. Lungo il 60% del tratto «c’è il divieto di sorpasso».
UN PO’ DI DATI
Sulla superstrada, in base a un censimento del 2019, viaggiano 1.220 veicoli l’ora. Per una media di 14.500 mezzi al giorno. Il 7,3% del traffico è dato da mezzi pesanti (percentuale più elevata rispetto alla media nazionale su rete Anas).
I NODI DA AFFRONTARE
Nel piano, come da relazione Anas, sono state indagate le «interferenze dell’infrastruttura, sia relativamente al tracciato selezionato che alle diverse alternative, con i sotto e sopra servizi». D’analisi condotta è emerso che «la viabilità viene attraversata da sottoservizi quali elettrodotto e metanodotto». Inoltre, per quanto concerne i servizi, si hanno «interferenze con la linea ferroviaria esistente» in tre differenti punti. Altro nodo da affrontare riguarderà gli espropri «di immobili privati» ubicati nei comuni di Massa d’Albe, Avezzano, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, San Vincenzo Valle Roveto. L’iter procedurale espropriativo «si svolgerà in ottemperanza del Testo unico delle disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità». Gli immobili interessati «sono posti ai margini dell’arteria stradale» e riguarderanno «sia immobili in adiacenza al tracciato esistente, che immobili ricadenti nell’ambito del nuovo tracciato». In questa fase, per la determinazione del calcolo dell’indennità di esproprio «si sono considerate le superfici complessive derivanti dalla sovrapposizione del tracciato sui fogli catastali dei Comuni summenzionati». Infine, ci sono i vincoli archeologici. Perché nelle aree attraversate si presuppone la presenza di necropoli.
INTERVENTO IN LOTTI
Data l’estensione del tracciato, Anas ha ipotizzato di suddividere l’intervento in sei lotti di circa 6 chilometri l’uno. In questo modo «la quasi totalità dei lavori potrà essere eseguita senza penalizzare l’esercizio dell’infrastruttura esistente». Non chiuderà al traffico.
FAUNA DA TUTELARE
Nel progetto, Anas contempla «la realizzazione di attraversamenti faunistici in corrispondenza di quelli idraulici, le cui dimensioni verranno adeguate allo scopo di renderli fruibili anche alla fauna selvatica che popola l’area, consentendo l’attraversamento dell’infrastruttura, comunque recintata, in modo sicuro per la circolazione stradale».
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