Svelato il mistero del muro davanti alla Porta Santa

Manufatto emerso a sorpresa durante i lavori per la nuova gradinata sulla scarpata Il nunzio Antonini: «Ospitava un’edicola sacra realizzata nel Cinquecento»
L’AQUILA. In questi giorni in tanti si sono chiesti che cos’è quel pezzo di muro rinvenuto durante i lavori di costruzione della gradinata davanti alla Porta Santa. A “scoprire” cosa ci fosse in passato proprio dove è ricomparso il muro è stato il nunzio monsignor Orlando Antonini, fra i massimi esperti di storia cittadina e di architettura religiosa. Si tratta di un’edicola sacra costruita (al posto di una precedente) nel XVI secolo. Demolita nel 1912, la parte “strutturale” dell’edicola sacra è oggi nella chiesa del Soccorso, vicina al cimitero. L’affresco originale è andato distrutto. «Tra il 1905 e il 1913», scrive Antonini, «ci furono delle modifiche sul sito collinare a sinistra della Basilica per la costruzione dei padiglioni dell’ex nosocomio e del suo muro di cinta, che determinò lo sbancamento del pendio fino a livello della chiesa per il tracciamento della strada laterale oggi intitolata a San Josemaria de Balaguer, mentre fino ad allora era stato un sito privo di edifici e di alberazioni».
I LAVORI
«I lavori in corso», continua il Nunzio, «finalizzati dal Comune alla riconfigurazione a gradoni della scarpata collinare davanti alla Porta Santa – in vista quest’anno della prima storica venuta di un Papa alla Perdonanza – si può dire portano a conclusione un’opera di sistemazione urbanistica e paesaggistica di Collemaggio iniziata circa 170 anni fa. Lavori molto utili giacché grazie a essi è stato a sorpresa riscoperto, a circa metà gradinata, un brano murario medioevale di regolari blocchi di pietra squadrata, 4 metri circa di lunghezza per 70 centimetri di profondità, che la Soprintendenza giustamente ha chiesto venga preservato. Di quale struttura si trattava? Non potrebbe essere altro che il basamento di quella che era l’edicola o icona “di castigato Rinascimento” che il Gavini nel 1927 scrisse essere “di fianco alla chiesa di Santa Maria di Collemaggio attorno a una pittura” e che nel 2004 Carla Bartolomucci ha potuto precisare, da una lettera del 1896 del sindaco di allora al prefetto dell’Aquila, essere appunto posizionata “innanzi alla porta laterale della chiesa monumentale di Collemaggio”. Tale superstite brano murario risulta infatti posto in esatto asse con la Porta Santa. È vero che l’edicola, a causa della strada e della scarpata che oggi s’interpongono tra la Basilica e il basamento rinvenuto, parrebbe posizionata troppo in alto rispetto alla Porta Santa, ma si tenga presente che in origine l’icona impostava su un pendio erboso che, prima dello sbancamento, scendeva libero senza interruzioni fino al piano di campagna della chiesa».
LA RIMOZIONE
«Si sa», afferma Antonini, «che l’edicola fu rimossa nel 1912 verosimilmente per la costruzione del recinto murario dell’ex manicomio. Da lì prima fu trasportata al Museo Civico e poi, a condivisibile giudizio di Biancamaria Colasacco, è quella stessa rimontata sull’altare della cappella Ovest della chiesa di Santa Maria del Soccorso a contornarvi il bel Crocifisso ligneo. In effetti l’icona il Gavini la descrisse formata “di pilastri portanti candeliere ben modellate, di capitelli corinzi rialzati su zone di palmette, di trabeazione intagliata minutamente”, riportandone anche testimonianza fotografica nel secondo volume della sua Storia dell’Architettura in Abruzzo: essa corrisponde esattamente al disegno dell’edicola del Soccorso. Della sua precisa ubicazione presso la basilica di Collemaggio, però, si era persa memoria. Non si ha notizia su quale fosse il soggetto pittorico che l’edicola incorniciava. Al dire del sindaco nella citata lettera del 1896 al prefetto, si trattava di “un affresco di qualche pregio artistico”, che però aveva subito dei restauri da parte di “persona non esperta di cose d’arte, che quindi ne ha distrutto i pregi che ivi si riscontravano”, ragion per cui egli denunziava il fatto al prefetto “affinché prenda quei provvedimenti che riterrà opportuno e che valgano a impedire il rinnovarsi di tali deturpamenti”».
LA LEGGENDA
«Risultando peraltro che i conci del basamento murario rinvenuto hanno carattere medioevale mentre l’edicola del Soccorso è rinascimentale», sottolinea Antonini, «la circostanza accredita la leggenda, riportata ancora dal Gavini, che vuole che la pittura dell’icona “esistesse al tempo di San Pier Celestino”. L’edicola rinascimentale non avrebbe quindi fatto altro che sostituire e rinnovare nel Cinquecento, sopra lo stesso medioevale basamento, una icona più antica».
LA RICOLLOCAZIONE
«È auspicabile», conclude il Nunzio, «la ricollocazione, un giorno, dell’edicola cinquecentesca, o di altra similare, sul basamento murario riscoperto, per recuperare almeno in parte l’assetto architettonico, ambientale e devozionale che per secoli e fino al 1912 caratterizzò questo angolo di Collemaggio. Come pure è auspicabile, visto che nel progetto è prevista la ripavimentazione di tutto lo slargo davanti la Porta Santa, riprendere lo scavo delle fondazioni del muro della Basilica a cinque navate, iniziata nel 1327 e poi interrotta per il terremoto del 1349, segnalando in bianco sull’acciottolato la continuazione delle fondazioni già scoperte nei lavori del 2002 e segnalate sulla pavimentazione».
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