Sviene un operaio, polemica alla Marelli

27 Settembre 2019

La Fiom Cgil denuncia: «Sovraccarico di lavoro». L’azienda: «Seguita la normale prassi di gestione delle mansioni»

SULMONA. Si sente male e sviene in azienda. Un operaio della Magneti Marelli mercoledì è stato trasportato in ospedale dopo un mancamento all’interno della fabbrica sulmonese che conta circa 600 dipendenti. La Fiom Cgil denuncia un carico eccessivo di lavoro che avrebbe portato al malore del dipendente. «Esprimiamo la massima solidarietà nei confronti del collega, augurandoci che si rimetta il prima possibile, e chiediamo all’azienda di prendere provvedimenti in merito all’accaduto, e che situazioni del genere non debbano mai più verificarsi», incalzano le Rsa della Fiom Cgil in una nota apparsa su Facebook, «all’operaio è stato chiesto dal nulla e di punto in bianco di lavorare su un secondo impianto, oltre al primo sul quale lavora da sempre. Oramai assistiamo quasi ogni giorno ad aumenti ingiustificati di carichi di lavoro». Dal canto suo, l’azienda fa sapere che tutto si è svolto nel rispetto delle regole e della prassi. «È stata seguita la normale prassi di gestione delle mansioni, così come già accaduto in passato», fa sapere la Marelli contatta dal Centro, «a tutt’oggi nessun certificato né dall’ospedale né dal medico è pervenuto in azienda». Nei mesi scorsi è cominciata la cessione della fabbrica ai giapponesi del gruppo Calsonic Kansei Corporation. Il colosso nipponico è leader nel comparto indipendente della componentistica per auto e ha un fatturato di 15,2 miliardi di euro. Una dotazione economica importante, che fa il paio con gli importanti investimenti già fatti sullo stabilimento sulmonese. Intanto, dopo l’incontro tra sindacati e azienda, dal 29 settembre si tornerà ai 18 turni, ovvero dalle 22 della domenica alle 22 del sabato, rispettando le 40 ore settimanali e togliendo il turno giornaliero della domenica che diverse proteste aveva generato.
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