Pettorano sul Gizio

Svolta sulla maxi eredità da 30 milioni: la procura acquisisce le cartelle cliniche

12 Giugno 2026

Pettorano sul Gizio, il testamento conteso di una 90enne: blitz dei carabinieri in ospedale. Con il sequestro della cartella clinica e della documentazione sanitaria la Procura vuole esaminare le carte per accertare profili di circonvenzione d’incapace 

PETTORANO SUL GIZIO. Blitz della polizia giudiziaria nell’ospedale dell’Annunziata di Sulmona. Il sostituto procuratore della Repubblica, Edoardo Mariotti, ha infatti disposto l’acquisizione della cartella clinica della 90enne originaria di Pettorano sul Gizio, deceduta a marzo 2025 nel presidio ospedaliero peligno. Si tratta di un’attività investigativa, legata alla maxi eredità contesa da trenta milioni di euro.

Con il sequestro della cartella clinica e della documentazione sanitaria la Procura vuole esaminare le carte per accertare profili di circonvenzione d’incapace. Non è escluso che sarà incaricato un perito come richiesto da un avvocato romano di 75 anni che aveva presentato la denuncia un anno fa. Nei mesi scorsi il pm aveva detto no alla richiesta di incidente probatorio. Un atto che aveva portato il legale a reiterare la richiesta di perizia e audizione dei testi.

Quindi l’inchiesta ha avuto in queste ore un nuovo impulso con l’acquisizione della documentazione sanitaria. Un passaggio che non era scontato. La vicenda ruota attorno a una donna di 90 anni, originaria della Valle Peligna, vedova di un magistrato e con una famiglia di rilievo nel piccolo centro. Dopo aver vissuto a Roma, dove era stata anche investita da un motociclista e ricoverata in una struttura sanitaria, era rientrata a Pettorano sul Gizio. Qui, secondo la denuncia, sarebbe stata affidata a due persone che l’avrebbero ospitata per conto della nipote, oggi indagata.

Le accuse, tutte da verificare, delineano un quadro pesante: l’anziana, non più autosufficiente e impossibilitata a deambulare, sarebbe stata di fatto isolata e costretta a vivere in casa senza possibilità di uscire. I due ospitanti, sempre secondo quanto riferito dal denunciante, avrebbero gestito la pensione della donna, mentre la situazione complessiva avrebbe inciso sul suo stato psicofisico fino al decesso, avvenuto nel marzo 2025. Dopo la morte è emerso il testamento che assegna l’intero patrimonio – tra immobili, terreni e denaro – alla nipote 70enne. Un passaggio che ha innescato la battaglia legale. Il 75enne ha impugnato l’atto in sede civile, sostenendo che la zia sarebbe stata circuita non solo dalla cugina, ma anche da altre persone coinvolte nella gestione quotidiana della donna.

La vicenda si è così sdoppiata: da un lato il procedimento civile sul testamento, dall’altro il filone penale con due fascicoli aperti, uno a Sulmona e uno a Roma. Nell’esposto si fa riferimento anche alla presunta sottrazione di una maschera in oro massiccio appartenuta all’anziana.

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