Sì al piano di recupero dei borghi

21 Maggio 2021

Magliano de’ Marsi, la minoranza contesta il provvedimento e abbandona l’aula

MAGLIANO DE’ MARSI. Il consiglio dice sì al piano per il recupero del centro storico di Magliano e delle sue frazioni. È stato approvato a maggioranza il provvedimento con il quale l’amministrazione Di Cristofano intende riqualificare il cuore del capoluogo, nonché di Rosciolo dei Marsi e Marano. Si tratta di un’integrazione, alla luce delle normative che negli anni si sono susseguite, al piano lanciato nel 2012.
Il progetto, curato dal sindaco Pasqualino Di Cristofano e dall’assessore all’Urbanistica, Antonio Marini, è stato illustrato durante il consiglio comunale straordinario di mercoledì sera.
I componenti della maggioranza hanno spiegato la validità dell’iniziativa che mira ad intervenire su zone sottoposte a recupero del patrimonio edilizio anche attraverso una riduzione del rischio sismico, soprattutto per quegli edifici più datati che nel tempo non sono risultati più agibili. Sempre grazie al piano si vuole puntare anche a contenere il consumo del suolo cercando di sfruttare gli edifici già esistenti. L’unico punto all’ordine del giorno ha, però, creato tensione tra i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione.
Dopo un’accesa discussione i consiglieri di minoranza Marco Di Girolamo e Antonio Iannucci, hanno deciso di abbandonare l’aula. Il piano è stato poi approvato a maggioranza. «La maggioranza ha dato il peggio di sé», hanno commentato i consiglieri Di Girolamo, Iannucci, Andrea Morgante e Antonio Morgante, «nessuno tra i consiglieri di maggioranza e tra gli assessori, tranne il sindaco e Marini, avevano compreso il significato e la necessità dell’unica delibera all’ordine del giorno del consiglio. Una scandalosa norma che dovrebbe consentire, secondo le intenzioni dei suoi proponenti, permessi a costruire in deroga nei centri storici per interventi di carattere privato. Come minoranza, uscendo dall’aula consiliare, e dichiarando con forza la volontà di “non essere complici”, si è messo in chiaro il rischio di una delibera che manca dell’essenziale requisito dell’oggettività e dell’interesse pubblico». (e.b.)