Sì al Piano regolatore dei tratturi: per lo studio previsti 50mila euro

15 Gennaio 2023

Servirà a stabilire, d’intesa con la Soprintendenza, l’utilizzo dei terreni dove passavano le greggi L’obiettivo è doppio: recuperare e tutelare quello che rimane dell’antico percorso dei pastori

L’AQUILA. Anche il Comune dell’Aquila (lo hanno già fatto da tempo enti di Molise e Puglia e anche qualcuno in Abruzzo) si doterà del Piano quadro dei tratturi (Pqt), una sorta di piano regolatore che stabilirà – anche d’intesa con la Soprintendenza – come dovranno essere utilizzati i terreni dove passavano le greggi dirette dall’Abruzzo alla Puglia e le costruzioni che devono o possono essere sanate oppure no.
Il Comune dell’Aquila ha di recente definito l’iter «per la stipula di un accordo di collaborazione tramite convenzione con l’Università dell’Aquila-dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambiente (Diceaa), per attività di studio e ricerca nell’elaborazione di uno studio di fattibilità per la redazione del Piano quadro dei tratturi».
Per questo è stata impegnata la somma di 50.000 euro. I tratturi, secondo la normativa vigente, sono sottoposti a vincolo archeologico e quindi ogni Comune interessato dalla presenza di un percorso tratturale deve munirsi di un Piano quadro tratturi. Un Piano, già approvato da tempo, è ad esempio quello del comune di Foggia.
«Il Piano», si legge nella relazione preliminare, «si propone di affrontare il problema della riqualificazione delle aree dei percorsi tratturali che nel tempo hanno assunto molte caratterizzazioni lungo tutto il sito individuando alcune tipologie insediative come: l’urbano industriale, l’agrario, il naturale e il seminaturale; il tutto determinatosi dalle diverse antropizzazioni. Si innestano così una serie di valutazioni e connessioni ai fini di una riqualificazione in grado di valorizzare i vari siti incidendo sul sistema fisico percettivo. Il piano pertanto si configura come uno strumento di pianificazione e organizzazione territoriale finalizzato a degli approfondimenti e valutazioni sulla riorganizzazione e valorizzazione del paesaggio urbano, attraverso il principio della riqualificazione degli spazi capaci di esprimere nuove finalità in continuità storico patrimoniale del sistema tratturale. Pertanto questo tipo di assunzione di metodo andrà a favorire un’ipotesi di recupero dei tratturi i quali si devono proporre come luogo di attività e di trasformazione capaci di esprimere una sostenibilità economica e ambientale».
In sostanza, una delle prime cose da fare è verificare lo stato attuale dei tratturi con l’obiettivo di tutelare quello che ne è rimasto.
Nel territorio comunale dell’Aquila – tratto capoluogo-San Gregorio – non c’è purtroppo molto da salvare dell’antico tracciato.
La necessità di mettere a punto il Piano quadro dei tratturi risale a una norma del 1980 inizialmente destinata solo al Molise e che nel 1983 fu estesa anche all’Abruzzo. In base a tale norma, che si richiama a una legge del 1939, «i suoli siti nell’ambito della Regione Abruzzo appartenenti alla rete dei tratturi, di proprietà di altri Enti, oltreché lo Stato, sono sottoposti a vincolo. I Comuni che alla data del 15 giugno 1976 avevano subito un’espansione che ha determinato un’occupazione di fatto di suolo tratturale hanno facoltà di presentare un Piano quadro-tratturo, limitatamente ad aree tratturali, in continuità di centri urbani o di frazioni, già impegnati in misura prevalente da interventi edilizi. Il Piano Quadro-Tratturo prevederà la perimetrazione definitiva delle predette aree e il loro utilizzo secondo la normativa urbanistica vigente per i perimetri urbani».
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