«Sì alla centrale Powercrop»

26 Settembre 2014

Appello delle Rsu di Eridania Sadam: impianto non inquinante e che dà lavoro

AVEZZANO. «La centrale Powercrop può e deve essere fatta nel nucleo industriale di Avezzano». Le Rsu Eridania Sadam – Cesidio Stornelli Uila-Uil, Vittoriano Marcanio Flai-Cgil e Marco Iacutone (foto) Fai-Cisl – lanciano un appello al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, affinché una volta per tutte si riapra un tavolo di concertazione e si risolva la questione Powercrop. In modo che l’insediamento a biomasse nella Marsica diventi realtà. Le Rsu rispondono così anche al consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Gianluca Ranieri, il quale ha dichiarato che «è giusto che siano i cittadini a decidere il futuro del proprio territorio».

«Ci chiediamo se i lavoratori, le aziende, i trasportatori, le officine meccaniche e tutte le attività che sono costrette a chiudere», vanno avanti i rappresentanti sindacali, «sono stati informati del fatto che la centrale richiede un investimento di oltre 100 milioni di euro e che oltre a riassorbire tutte le maestranze dell’ex zuccherificio, prevede l’apertura, almeno per due anni, di un cantiere. In cui sarà possibile impiegare circa 250 persone oltre a tanti altri indiretti. Si tratta di un progetto che ridarebbe fiato a tutto il territorio e a quelle imprese marsicane legate all’indotto, al trasporto, al terziario e all’agricoltura. Anche loro hanno il diritto di scegliere se un’attività come questa debba insediarsi o no».

«L’effetto combinato delle politiche di interdizione dei comitati e dei loro fiancheggiatori e le mancate decisioni della classe politica, che vanno avanti da anni», concludono, «hanno determinato ritardi e dissipato risorse che il gruppo Maccaferri avrebbe potuto utilmente destinare all’investimento e che tutt’oggi avrebbero già generato positive ricadute per il nostro territorio.È per questo che denunciamo la spirale perversa che vede nella commistione tra burocrazia e politica la fonte dei nostri mali, che si materializzano in perdite economiche, danni ambientali, perdite di posti di lavoro e fughe all’estero delle aziende ancora in condizioni di poter fare investimenti. Ricordiamo, infine, che il progetto di Powercrop ha già avuto un giudizio positivo del Via, in merito alla compatibilità ambientale, da parte del Polo ad energie rinnovabili».

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