Tabaccaio morto dopo il furto in casa: indizi importanti dalle telecamere

La tragedia: le indagini. Nel mirino un’auto sospetta e un soggetto della banda che sarebbe più facilmente riconoscibile. Accertamenti anche su tracce biologiche, impronte e microelementi raccolti durante i sopralluoghi
AVEZZANO. Dopo il dolore e la commozione dei funerali di Antonio “Tonino” Libertini, morto a 62 anni, si apre ora la fase più delicata dell'inchiesta. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta per individuare gli autori del furto nell'abitazione del commerciante avezzanese, un episodio che ha assunto una rilevanza ancora maggiore dopo il decesso dell'uomo, avvenuto poche ore dopo aver scoperto quanto accaduto nella sua casa.
L'attività investigativa è entrata in una fase particolarmente intensa. Nelle ultime ore gli uomini della Polizia di Stato avrebbero ulteriormente affinato l'analisi del materiale video acquisito dai sistemi di sorveglianza pubblici e privati presenti nella zona interessata dal colpo e lungo le possibili vie di fuga. Proprio le immagini rappresentano oggi uno degli elementi centrali dell'inchiesta. Secondo quanto trapela da ambienti vicini alle indagini, i filmati mostrerebbero almeno due distinti momenti di sosta di un'autovettura nei pressi dell'abitazione presa di mira.
Gli investigatori starebbero ricostruendo con precisione la tempistica degli spostamenti e la permanenza del mezzo nell'area, confrontando i vari passaggi registrati da telecamere collocate in punti differenti della città. Dalle immagini emergerebbe la presenza di più soggetti che scendono dall'auto e si dirigono verso l'obiettivo. Gli uomini sarebbero stati travisati e dotati di attrezzatura compatibile con attività di effrazione. Tra gli oggetti osservati nei filmati vi sarebbero pesanti leve metalliche e altri arnesi normalmente utilizzati per forzare infissi, porte e punti di accesso.
I responsabili avrebbero inoltre adottato accorgimenti per rendere difficile il riconoscimento. I volti appaiono coperti e, secondo le prime valutazioni, sarebbero state utilizzate anche mascherine di tipo sanitario oltre ad altri elementi di travisamento. Se da un lato il riconoscimento facciale appare quindi impossibile, dall'altro gli investigatori starebbero concentrando l'attenzione su una serie di caratteristiche fisiche ritenute particolarmente interessanti.
Tra queste figurano la corporatura, l'altezza, la postura durante la camminata, il modo di muoversi e persino alcuni dettagli relativi alla conformazione fisica di almeno uno dei soggetti immortalati dalle telecamere.
Fonti investigative riferiscono che uno degli uomini avrebbe caratteristiche antropometriche particolarmente riconoscibili, tanto da essere diventato uno dei punti di partenza per la costruzione di un primo identikit investigativo. Non si tratterebbe di un identikit tradizionale basato sui tratti del volto, ma di una ricostruzione fondata su statura, corporatura, proporzioni fisiche e comportamento dinamico osservato nei filmati.
Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici sugli altri elementi raccolti durante i sopralluoghi. Gli specialisti stanno verificando la presenza di eventuali tracce biologiche, impronte papillari, microtracce e ogni altro elemento che possa contribuire all'identificazione degli autori. Grande attenzione viene inoltre dedicata all'analisi dei percorsi effettuati dall'autovettura utilizzata dal gruppo.
Gli investigatori stanno confrontando immagini provenienti da diversi impianti di videosorveglianza per tentare di ricostruire l'intero tragitto compiuto prima e dopo il furto.
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