Tac fuori uso, disservizi a Castel di Sangro

25 Ottobre 2020

Caruso: «Subito una soluzione, esame fondamentale». L’Asl avvia le procedure per la riparazione

di Massimiliano Lavillotti CASTEL DI SANGRO. Niente Tac all’ospedale di Castel di Sangro. L’apparecchio è rotto e i pazienti, tra le proteste, sono costretti a rivolgersi ad altre strutture. Non bastavano gli ambulatori chiusi da mesi. Da qualche giorno – e non si sa per quanto tempo ancora – nel presidio ospedaliero dell’Alto Sangro non è possibile fare il particolare esame diagnostico che sfrutta le radiazioni ionizzanti per ottenere immagini dettagliate e tridimensionali.
I responsabili della struttura sanitaria altosangrina hanno comunicato il guasto all’Asl. L’azienda sanitaria, diretta da Roberto Testa, ha affidato la sistemazione del macchinario a una ditta specializzata per un importo complessivo di 62mila euro. Si tratta di una riparazione dell’apparecchiatura che ormai da diverso tempo risulta non funzionante, con gravi ripercussioni per l’utenza e in particolare per i pazienti che necessitano di diagnosi da Covid.
Proprio ieri a Castel di Sangro, vista l’impossibilità di effettuare la Tac, un cittadino è stato trasferito dall’ambulanza del 118 all’ospedale di Sulmona per sottoporsi all’esame e al tampone. La stessa cosa era già accaduta a una 51enne, sempre di Castel di Sangro, nelle scorse settimane.
«Ho chiesto già da giorni ai vertici dell’Asl», commenta il sindaco Angelo Caruso, «di provvedere con assoluta urgenza non solo alla riparazione del macchinario, che soprattutto in questo periodo è fondamentale per i pazienti, ma anche di rafforzare il personale medico dell’ospedale e di riaprire il reparto di ostetricia e ginecologia, con la riassegnazione dell’ecografo rimosso, ricorrendo, ove necessario, all’integrale riorganizzazione del reparto stesso affinché il territorio dell’Alto Sangro abbia di nuovo il servizio ingiustamente soppresso».