Taddei: tensioni in maggioranza

19 Febbraio 2022

Per Forza Italia il rimpasto di giunta nasconde manovre sulla gestione rifiuti

AVEZZANO. La riorganizzazione della giunta con il rimpasto di deleghe in vista di una migliore gestione dei fondi del Piano di ripresa e resilienza, per Forza Italia ha un secondo fine. Secondo il consigliere di opposizione Goffredo Taddei (Fi), «il valzer delle deleghe effettuato nei giorni scorsi dal vicesindaco Domenico Di Berardino è stato spacciato come una operazione di alta strategia politico-amministrativa, ma non è altro che una nuova divisione delle stesse funzioni tra gli stessi fedelissimi assessori». Secondo Taddei lo scopo era distogliere l’attenzione dalle «fortissime tensioni che si annidano tra i componenti della maggioranza con un provvedimento di facciata». «In pratica», afferma il consigliere di Forza Italia, «l’intera operazione è servita soltanto a sfilare dalle mani dell’assessore all’Ambiente la competenza sulla Tekneko, come richiesto da parte della maggioranza, ma con il disappunto dell’assessore sfiduciato e dei suoi amici, affidandola alla dottoressa Maria Teresa Colizza, medico con comprovate competenze nel suo settore, ma senza alcuna esperienza su Igiene urbana». Il riferimento è all’assessore Roberto Verdecchia. «Come dire che il sindaco sospeso», aggiunge Taddei riferendosi al primo cittadino Di Pangrazio, attualmente sospeso per la legge Severino, «con questo rimpasto continua a tenersi stretto il controllo sul delicatissimo settore della gestione e raccolta dei rifiuti, in scadenza ad agosto 2022». Poi le accuse diventano più pesanti. «La cosa non ci lascia per niente tranquilli», ha aggiunto Taddei, «visto che chi ha gestito il settore fino ad oggi, lo stesso Di Pangrazio, lo ha fatto con irresponsabilità: i cittadini devono sapere che per circa due anni la Tekneko ha svolto il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sanitari derivanti dal Covid senza che il Comune avesse mai adottato alcun provvedimento di affidamento e, cosa gravissima, senza predisporre alcun atto contabile a copertura dei maggiori costi. Oggi che la ditta concessionaria minaccia di sospendere il servizio Covid se non si provvede al pagamento di quanto richiesto (circa 320mila euro), la magagna viene alla luce mentre si prova maldestramente a contestare la somma o la competenza al pagamento». (p.g.)
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