Taekwondo, brillano i fratelli Angelini

Gli atleti dello Zen di Avezzano vice campioni italiani a Riccione. Anniballi: meritano la nazionale
AVEZZANO. Due fratelli avezzanesi, uniti dalla passione del taekwondo, salgono sul podio nazionale in Emilia Romagna. È stato un fine settimana di spettacolo e di successi per Matteo e Alessia Angelini al Play Hall di Riccione, dove si sono disputati i Campionati italiani di Taekwondo, cadetti e junior.
Nel corso della manifestazione sulla riviera romagnola, sono stati assegnati quaranta titoli nazionali nelle due rispettive categorie in tre giorni di sport intensi ed entusiasmanti che hanno visto affrontarsi 650 atleti da tutta la Penisola dando dimostrazione di tecnica, tattica e tanta tenacia. Una manifestazione che non ha deluso le aspettative, dunque, come era logico aspettarsi vista l’ottima organizzazione. Complici dell’ottima riuscita dell’evento sia i numeri da record che l’alto livello agonistico in gara.
Questa vetrina è stata importante non solo per far respirare ai giovani la competizione per l’ambito titolo in palio, ma soprattutto perché ha messo in mostra i migliori atleti giovanili del nostro territorio. Come i fratelli Angelini. Matteo e Alessia, rispettivamente per la categoria maschile cinture nere junior -78 kg, e nella categoria femminile cinture nere cadetti -55 kg, si sono guadagnati i titoli di vice campioni d’Italia.
«Anche se resta un pizzico di amaro per l’oro sfumato a pochi secondi dalla fine degli incontri, i nostri atleti, tesserati con l’Asd Lo Zen di Avezzano», sottolinea il maestro Oscar Anniballi, loro allenatore, «hanno dimostrato la loro crescita continua in questo sport di combattimento e disciplina olimpica che è il taekwondo».
Il prossimo appuntamento importante, su cui questi atleti stanno già lavorando, sarà la Coppa Italia prevista per gli inizi di giugno al Foro italico di Roma. I due fratelli sperano inoltre in una possibile convocazione ai raduni in maglia azzurra.
«Speranza che nutro anche io», conclude il maestro Anniballi, «questi ragazzi meritano una convocazione ai raduni della nazionale italiana».
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