Tagli al personale Asl, sindacati in rivolta

La rimostranza: «Il sistema sanitario destinato al collasso». Chiesto un incontro con Tordera
L’AQUILA. «Rischia di andare al collasso il sistema sanitario pubblico, che già si trova in uno stato di sofferenza». I tagli sul costo del personale della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, anticipati dalla Fp-Cgil e pari a 5 milioni, sono stati confermati nella delibera firmata dal direttore generale Rinaldo Tordera. Per contenere la spesa, secondo il sindacato, «si penalizzano i lavoratori, si riducono i servizi per l’utenza e si impoverisce il territorio». Per questo viene sollecitato un intervento delle istituzioni e della politica. Sulla vicenda interviene anche la Uil-Fpl, che nelle scorse settimane aveva già avuto un incontro con l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci: in quella sede si era detto disponibile a ridurre il taglio, allentando così la morsa sul turn over, ravvisando la necessità di intervenire su altri capitoli di spesa che producono un costante deficit, quali beni e servizi e spesa farmaceutica. I segretari della Uil-Fpl Giuseppe De Angelis e Antonio Ginnetti sollecitano un confronto con Paolucci e Tordera, alla presenza di tutte le sigle sindacali. Intanto la Fp-Cgil chiede «un serio piano di stabilizzazione del personale, rimuovendo il blocco incomprensibile del turnover, garantendo la continuità lavorativa e il rispetto dei diritti dei lavoratori contrattualizzati con rapporto di lavoro stabile e precario». Ma la delibera della Asl dice altro: «Viene confermato», spiegano Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone, «il contenimento pari al 20% del valore economico del turn over, riferito al 2017, in virtù dei limiti di spesa. Pertanto, considerato che nel corso del corrente anno le cessazioni dal servizio saranno pari a 120 unità di personale, la Asl sarà autorizzata a procedere alla sostituzione solo del 20%, con ulteriore riduzione del personale in forza. Inoltre, nella stessa delibera viene ribadito che ulteriori risparmi sono attesi dalla manovra di riduzione del personale, riferita ai precari. Attualmente i contratti di lavoro flessibile, tra lavoratori a contratto a tempo determinato, lavoratori in somministrazione, co.co.co e personale assunto da cooperative, ammonta ad oltre 400 lavoratori, che garantiscono con il personale stabile l'erogazione dei servizi».
Per la Fp-Cgil, «le scelte di riduzione sono in contraddizione con la reale necessità di fabbisogno del personale. Tale dato è rilevabile dal costante e improprio ricorso al lavoro straordinario. In più l'eccessivo ricorso a tali prestazioni non trova le necessarie coperture finanziarie, con la conseguenza che le prestazioni effettuate dai lavoratori non vengono regolarmente retribuite. A ciò si aggiunga che ad oggi non è garantita la fruibilità delle ferie estive, con la conseguente dequalificazione delle professioni sanitarie».
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