Tagli alle tasse? C’è il rischio aumento

Il capogruppo Pd in consiglio, Palumbo: i 14,5 milioni dallo Stato finiranno (come ha detto Crimi) e bisognerà alzare la Tari
L’AQUILA. Un plauso all’annuncio del taglio alle tasse da parte del sindaco Pierluigi Biondi. Ma anche un allarme: la Tari potrebbe aumentare, perché se è positivo il fatto che il Contratto di servizio che lega il Comune all’Asm è stato portato da uno a tre anni, permettendo così all’Aquilana Società Multiservizi che si occupa dei rifiuti di fare investimenti, è altrettanto vero che in questa operazione l’amministrazione Biondi conta sui 14,5 milioni dello Stato che, però, andranno a finire.
È il concetto espresso dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo (unico consigliere rimasto in assise civica dei dem, insieme al segretario comunale Stefano Albano), dopo l’annuncio fatto dal sindaco e dal suo vice e assessore al Bilancio, Raffaele Daniele.
Non manca di sottolineare, comunque, Palumbo, che se c’è oggi un risultato positivo nei conti dell’Asm, è dovuto alla passata gestione. «Non mancheranno occasioni all’attuale amministratore unico di Asm, Paolo Federico, per dimostrare le proprie capacità gestionali, ma il risultato conseguito con l’approvazione del bilancio 2018, chiuso per il quarto anno consecutivo in attivo, non può che essere attribuito al suo predecessore Francesco Rosettini, alla guida Asm fino a settembre scorso. L’amministrazione, come suo costume», sostiene Palumbo, «rivendicando i risultati, omette di ringraziarlo ben sapendo che è merito della sua gestione anche l’attivazione della piattaforma per la selezione dei rifiuti, l’apertura alle convenzioni con i Comuni del comprensorio e l'iter per la realizzazione del nuovo centro di raccolta. Ciò nonostante, inutile negarlo, la qualità complessiva del servizio erogato da Asm è ancora carente, con criticità strutturali che il nuovo Contratto di servizio, come del resto i precedenti, affronta in maniera inadeguata, in particolare rispetto all’esigenza di consolidare l’azienda in funzione della riforma regionale in atto sulla gestione dei rifiuti. L’unica novità apprezzabile è l’estensione del contratto che, da annuale, diventa pluriennale (per tre annualità, più ulteriori due), mettendo l'azienda nelle condizioni di poter pianificare azioni ed investimenti di medio termine, ma che apre necessariamente ad un’ulteriore considerazione. Il costo del contratto di servizio con Asm, pari a 14,5 milioni di euro è, infatti, ancora oggi, coperto in quota parte dal trasferimento straordinario da parte del governo (siamo passati da 6 milioni del 2014 a 2,7 milioni del 2019), e per la restante dal gettito Tari. Non avendo, però, alcuna garanzia sul trasferimento straordinario il rischio a cui si va incontro, per i prossimi anni, nel caso di mancato trasferimento o di drastica riduzione dello stesso, come fatto intendere chiaramente dal sottosegretario Crimi, è quello di dover inevitabilmente aumentare la tariffa sui rifiuti, per coprire i 14,5 milioni annui. Un rischio che grava sui cittadini aquilani».
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