Tagli alle tasse e un fondo per le aziende

Il commissario prefettizio del Comune: aiuteremo le attività produttive a ripartire con un tesoretto di 300mila euro
AVEZZANO. Imprese da salvare. Comune in soccorso degli esercizi commerciali costretti a stoppare le attività a causa del coronavirus: per sostenere la ripartenza, il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, mette sul piatto della bilancia un tesoretto di quasi 300 mila euro destinato ad abbattere Tari, Tosap (50%) e tassa di occupazione del suolo pubblico (50%). L’operazione, che viaggerà sotto forma di contributo e disciplinato da un regolamento ad hoc, a ha preso corpo alla vigilia della Festa del lavoro: con una variazione di bilancio urgente il commissario ha istituito il “Fondo agevolazioni per la promozione e il supporto dell’economia locale a seguito delle crisi economica per l’emergenza Covid-19”, con la dotazione economica di 272 mila 650 euro. Scelta non casuale. «Il sostegno alle imprese cittadine, un settore vitale per l'economia e il lavoro», sottolinea il vice prefetto alla guida di Palazzo di città, «punta ad alleviare il peso della ripartenza. Le istituzioni pubbliche debbono mettere in campo una politica economica espansiva, capace di affrontare in misura adeguata l’impatto della grave crisi e di gettare le basi per un rilancio della crescita e il lavoro. Nell’immediato, l’operazione necessita di un’attività di forte sostegno alle imprese per aiutare il comparto a superare questo periodo di grave recessione economica e di contrazione delle entrate attraverso una contribuzione volta ad alleviare le ripercussioni economiche negative dovute alla chiusura legata all’emergenza sanitaria». Assegnati i buoni mensa del governo alle famiglie disagiate e riaperto il mercatino alimentare, quindi, in attesa di altri fondi dello Stato, Passerotti, conscio delle gravi difficoltà delle imprese per la ripartenza, ha istituito il fondo destinato ad abbattere la Tari, la Tosap e la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, per le attività in stand by. L’opportunità, regolata dal regolamento, è riservata alle società e imprese – che rientrano nei codici Ateco – chiuse dalle autorità per l’emergenza coronavirus. «L’istituzione del fondo», sottolinea il commissario, «prescinde da qualsiasi intervento dello Stato che verrà approvato e del quale si resta in attesa per alleggerire la pressione fiscale alle imprese». Per rimpinguare il fondo destinato alle imprese che rischiano di crollare sotto il peso dello stop forzato, il commissario confida nella solidarietà dei più fortunati, ovvero, quelle persone che non hanno visto scalfire di un centesimo il loro reddito. Per un contributo l’Iban è IT77H0103040443000003558532 con la casuale “Emergenza Covid-19. Contributo sostegno alle imprese”.
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