Tagliacozzo, cadono nella buca con la moto: risarciti

La Provincia condannata a pagare i danni a causa della strada dissestata
TAGLIACOZZO. Finiscono con il motorino in una buca, cadono e rimangono feriti. Alla fine il giudice di pace condanna la Provincia a un risarcimento danni poiché l’Ente era responsabile dello stato di dissesto della strada. Ai due marsicani la Provincia ha dovuto risarcire la somma di 5.380 euro. I fatti risalgono all’estate del 2016. W.T. stava percorrendo intorno alle 23 la strada provinciale 89, a Tagliacozzo, nella frazione di San Donato. In prossimità di una curva, la moto con le due persone in sella era incappata in un tratto di strada dissestata, non segnalata e oltretutto con erba alta e una buca non visibile. Il risultato era stato quello di una rovinosa caduta. Infatti il proprietario del mezzo aveva perso il controllo del motociclo cadendo rovinosamente a terra. Anche il passeggero, T.T., aveva riportato delle lesioni ed entrambi erano poi finiti al pronto soccorso di Tagliacozzo.
Al momento dell’incidente la Provincia aveva un’apposita polizza assicurativa per la copertura dei danni che prevedeva una clausola di autoassicurazione (self insurance retention). Quindi al di sotto dell’importo di 50mila euro la polizza non veniva attivata e l’onere della gestione degli incidente rimaneva a carico dell’Ente. Al momento della richiesta di risarcimento, la Provincia aveva un contratto sottoscritto con una società di Pescara per il servizio di gestione degli incidenti in autoassicurazione per quattro anni. Così era stato dato un incarico al perito per la quantificazione dei danni materiali. Il settore Viabilità aveva consegnato una relazione dopo un sopralluogo riscontrando che il fondo stradale era dissestato specificando che, sulla base della documentazione fotografica allegata, l’incidente era avvenuto al chilometro 3+400 e non 1+000. L’azienda pescarese aveva quindi suggerito di definire la questione in via transattiva, proponendo alla controparte una somma onnicomprensiva di 2.500 euro. I due, però, avevano rifiutato l’offerta. Da qui il processo davanti al giudice di pace. Dopo due anni è arrivata la sentenza che ha stabilito un risarcimento di 2.800 euro più le spese legali, per un totale di 5.380 euro a favore della parte lesa.
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