Tagliacozzo, scuole pronte a rievocare la battaglia del 1268

Celebrazioni per i 750 anni dell’evento che cambiò la storia Coinvolte anche le ambasciate di Francia e Germania
TAGLIACOZZO. Coinvolgere le istituzioni italiane ai massimi livelli, le ambasciate di Francia e Germania, che hanno plaudito all’iniziativa dicendosi pronte a collaborare per la riuscita dell’iniziativa, e soprattutto le scuole. È l’obiettivo che si sono prefissati i sindaci di Tagliacozzo e di Scurcola Marsicana, Vincenzo Giovagnorio e Olimpia Morgante, per celebrare i 750 anni della battaglia di Tagliacozzo, avvenuta il 23 agosto 1268. Fu un evento di straordinaria importanza per l’Italia. Con la sconfitta di Corradino di Svevia, ultimo rampollo legittimo della famiglia degli Hohenstaufen da parte di Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia, tramontava infatti definitivamente il sogno coltivato da Federico II e da Manfredi, rispettivamente nonno e zio di Corradino, di unificare l’Italia. Teatro della battaglia non fu Tagliacozzo, ma la pianura (Piani Palentini) compresa tra Scurcola Marsicana-Magliano de’ Marsi-Cappelle. A consegnarla alla storia con questa denominazione fu Dante Alighieri nel XXVIII canto dell’Inferno, essendo allora Tagliacozzo la città più importante della Marsica. Il programma delle manifestazioni, che hanno avuto come prologo una conferenza sulla battaglia tenuta il 10 marzo al Liceo economico per il turismo di Tagliacozzo, non è stato ancora completamente definito. Quasi certa sarà la partecipazione all’evento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invitato dai sindaci dei 37 comuni della Marsica. Intanto, gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, sempre della Marsica, sono impegnati in un concorso letterario sulla figura di Corradino, suggerito dalla professoressa Laura Micalizio e portato avanti in collaborazione con il Liceo per il turismo di Tagliacozzo, diretto da Patrizia Marziale, i Comuni di Tagliacozzo, Scurcola, Sante Marie e Avezzano. La Micalizio nella sua lunga attività di insegnante, ha promosso una serie di iniziative per inculcare nei ragazzi, attraverso il tragico destino di Corradino, l’amore per la pace tra i popoli. Corradino aveva appena 16 anni, l’età dei sogni e della spensieratezza, quando la ragion di Stato l’ha strappato agli affetti più cari e mandato dalla Germania in Italia a combattere una guerra di cui probabilmente non ne capiva il senso. Dopo la sconfitta, Corradino riuscì a fuggire, ma fu arrestato vicino a Nettuno, mentre tentava di raggiungere per mare la fedelissima Pisa, e condotto in catene a Napoli, dove il 29 ottobre, in piazza del Mercato, venne decapitato. La crudele sorte toccata a Corradino suscita ancora oggi commozione. Vari poeti, dai Minnesanger tedeschi del XII e XIII secolo al nostro Aleardi (era “un giovinetto/pallido, e bello, con la chioma d’oro”) ne hanno cantato la vita stroncata.
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