Tagliacozzo senza stadio, in forse il derby col Villa San Sebastiano

Campi inagibili, altre cinque società di calcio nei guai. Per il Celano soluzione entro due settimane Appello da Luco: si vuole giocare in casa l’ultima gara di campionato per festeggiare la promozione
TAGLIACOZZO. Ottemperare alle disposizioni impartite dalla prefettura che le obbliga a disputare le partite a porte chiuse per garantire la sicurezza e nello stesso tempo proseguire l’attività sportiva con il minor danno possibile. È la non invidiabile condizione in cui improvvisamente sono venute a trovarsi sei società di calcio della Marsica: Angizia Luco, Celano, Plus Ultra Trasacco, San Benedetto-Venere, Tagliacozzo e Villa San Sebastiano.
La prima milita in Promozione, le altre cinque in Prima categoria. Non poter disputare in casa partite importanti comporta per le società problemi logistici e organizzativi. Che debbono affrontare da sole. Valga per tutte l’esempio del Tagliacozzo calcio. Domenica ci sarà il derby in casa con il Villa San Sebastiano. E il “Leo Attili” è inagibile. Si tratta di un derby molto sentito, data la storica rivalità tra le due tifoserie. Pertanto è impensabile disputare la partita a porte chiuse. Il presidente del Tagliacozzo, Vincenzo Mastroddi, le sta provando tutte, ma non riesce a trovare un campo libero neppure il sabato. Un ruolo importante in questa situazione potrebbero giocarlo i Comuni. Spetta a loro, infatti, in quanto proprietari degli impianti, reperire i fondi per metterli in sicurezza. Ma finora qual è stato il loro atteggiamento? Vediamo caso per caso.
«Il Comune», rileva il presidente del Celano, Mario Moscarella, «si è messo subito a nostra disposizione. Non solo ci sta aiutando a mettere in sicurezza lo stadio “Piccone”, per poterlo utilizzare, ad eccezione della tribuna centrale, nel giro di 15 giorni, ma ci ha anche consentito, insieme all’altra società, lo Sportland, di utilizzare lo stadio “Riccardo Paris”, per la scuola-calcio, frequentata da circa 200 bambini».
«Per rendere agibile la tribuna centrale, che contiene circa 4.000 posti», assicura l’assessore allo Sport, Barbara Marianetti, «abbiamo già indetto la gara di appalto dei lavori, che saranno finanziati dal Coni e che entro settembre potrebbero essere ultimati». Non da meno è stato la sindaco di Luco dei Marsi, Marivera De Rosa, che si sta prodigando per racimolare, attraverso la partecipazione a vari bandi, i circa 200mila euro che occorrono per ammodernare e ampliare l’impianto sportivo, tirando fuori dal cassetto un progetto, da lei stessa predisposto nel 2012 e che la giunta successiva aveva messo da parte. Il sindaco, d’intesa con la società sportiva, ha convocato per domani la Commissione pubblico spettacolo.
«Nel corso dell’incontro», preannuncia Paolo Venditti, direttore dell’Angizia Luco, «chiederemo di poter disputare in casa, con la partecipazione del pubblico, l’ultima partita con il Morro d’Oro. Poiché contiamo di vincere il campionato, vogliamo festeggiare l’evento come esso merita».
Lapidaria la segretaria del San Benedetto, Noris Todisco: «Il Comune non ci ha mai abbandonato». A differenza di quello di Trasacco che ha ordinato al presidente della Plus Ultra, Alvise Di Salvatore, di consegnare domani, alle 9.30, in Municipio le chiavi del campo sportivo. La società aveva chiesto soltanto di potere utilizzare l’impianto per gli allenamenti e la scuola-calcio.
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