Tagliacozzo, torna Gironi divini

20 Agosto 2024

Santini: «L’Abruzzo merita un posto di rilievo nelle mappe vitivinicole mondiali»

TAGLIACOZZO. Una giuria di “wine lovers” chiamata a decretare il miglior vino d'Abruzzo a Gironi divini. A pochi giorni dall’inizio di Gironi Divini, l’appuntamento dedicato ai migliori vini abruzzesi, che si svolgerà giovedì, venerdì e sabato nel centro storico di Tagliacozzo, è tanta l’attesa per conoscere i nomi dei vini finalisti. Un lungo lavoro di selezione, ha portato il direttore tecnico dell’evento Franco Santini a definire la lista delle etichette che maggiormente si sono distinte nel corso dell’ultimo anno. «Non si tratta necessariamente dei vini più buoni in assoluto», spiega Santini, «anche perché il concetto di buono è sempre relativo e condizionato dal contesto. Posso assicurare però che si tratta di bottiglie che per originalità, aderenza territoriale e qualità organolettica, hanno meritato una menzione. Ecco, allora, che accanto a nomi noti, di aziende storiche o di realtà imprenditoriali importanti, troviamo etichette di piccolissimi produttori artigianali, spesso sconosciuti al grande pubblico. Perché l’obiettivo non è stabilire quale sia il vino migliore, ma far capire che l’Abruzzo del vino è ricco e sfaccettato ed ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto di rilievo sulle mappe vitivinicole mondiali». Come sempre, i vini sono divisi in “batterie” organizzate per vitigno, con il focus sempre centrato sugli autoctoni abruzzesi. Nelle tre serate finali – da giovedì a sabato, dalle 20 in poi nella cornice di palazzo Ducale – il calice passerà in mano a una giuria di “wine lovers” e appassionati, che assaggeranno alla cieca i vini e ne decreteranno il “migliore”, valutando i prodotti dal punto di vista puramente edonistico. «Gironi Divini si distingue da tutte le altre manifestazioni enogastronomiche in corso non solo per questa singolare formula», continua Santini, «che prevede un doppio livello di giudizio (quello del professionista e quello del semplice amatore), ma anche per un’attenzione totale al vino di qualità. Il vino è protagonista assoluto, all’interno di spazi storici affascinanti, con accesso limitato. Niente file chilometriche per accaparrarsi un bicchiere di bianco o rosso senza nome, ma una gestione degli spazi attenta, grazie anche alla presenza dei sommelier Assomarso e finalizzata a una fruizione attenta, con un piccolo punto food di qualità».
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