Tagliate le gomme all’auto della D’Amico

17 Gennaio 2020

È presidente del consiglio comunale e dirigente all’Ufficio acquisti dell’Asl provinciale: «Sono turbata, ma vado avanti»

CASTEL DI SANGRO. Grave atto intimidatorio a Castel di Sangro nei confronti di Michela D’Amico, amministratore comunale e dirigente dell’Asl L’Aquila-Avezzano-Sulmona. Ignoti, tra mercoledì e giovedì notte, hanno squarciato le gomme della sua automobile. L’amara scoperta ieri mattina, quando la donna è scesa di casa per andare a lavorare a bordo della sua macchina. Immediata la denuncia alle forze dell’ordine.
A essere danneggiata è stata esattamente l’autovettura di servizio, una Suzuki Cross 4x4, parcheggiata sotto la sua abitazione. Veicolo che la donna utilizza quotidianamente per raggiungere il posto di lavoro all’Aquila.
D’Amico, oltre ad essere un politico noto nell’Alto Sangro, dal momento che dal 2015 riveste la carica di presidente del consiglio comunale, è un dirigente dell’azienda sanitaria provinciale, dove svolge le funzioni di responsabile dell’Ufficio acquisti dell’azienda. Secondo una prima perizia effettuata dai tecnici si tratta di tagli netti, fatti volutamente con delle lame affilate ai danni degli pneumatici.
«Voglio pensare che si tratti solo di uno stupido dispetto», commenta D’Amico, «compiuto da un semplice incosciente oppure da qualche balordo. Inutile negare però che l’episodio mi ha profondamente turbata e non posso escludere che possa trattarsi di un atto intimidatorio. Certamente nulla potrà mai modificare il mio modus operandi di amministratore municipale e funzionario della pubblica amministrazione. Ho sempre cercato di essere una persona corretta e trasparente e tale comportamento continuerò ad avere in futuro».
I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro stanno indagando non escludono alcuna ipotesi, compresa quella che possa trattarsi di un semplice atto vandalico. Ma l’espressa volontà di colpire proprio l’auto della D’Amico, nonostante la presenza di più autovetture nel parcheggio, sembra che avvalori proprio l’ipotesi dell’intimidazione ai danni del presidente del consiglio. D’Amico è stata a lungo ascoltata dagli stessi inquirenti nell’intento di raccogliere informazioni utili ai fini dell’indagine.
Appresa la notizia, tanti i messaggi di solidarietà inviati alla donna, tra cui quello del sindaco Angelo Caruso. «Quanto accaduto a Michela D’amico», sottolinea, «è un avvenimento che, sia se fatto a scopo intimidatorio o come bravata, costituisce in ogni caso un gesto grave contro la persona. Ritengo pertanto che il deplorevole gesto vada condannato senza alcuna esitazione, poiché rappresenta una violenza psicologica e pertanto esprimo sincera solidarietà alla mia collega e amica».
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