Taglieri: sinergie culturali per superare la pandemia

Presentate le strategie per battere la crisi nella provincia acuita dal coronavirus «Cruciale la collaborazione tra enti, gli eventi principali vanno messi in rete»
L’AQUILA . Collaborazione sempre più stretta con istituzioni e associazioni e conferma del sostegno ai progetti proposti dalle realtà territoriali. È questa la strategia delineata in un’intervista al Centro dal presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, per superare la fase critica determinata dalla pandemia.
Presidente, si è tornati a lavoro, dopo l’estate, in una situazione più grave rispetto agli anni passati a causa degli effetti della pandemia. La Fondazione Carispaq ha messo in campo iniziative, ma ha rivisto le proprie priorità?
«Insieme al sistema delle fondazioni bancarie italiane, abbiamo sentito la necessità di sostenere da subito la nostra comunità. Abbiamo partecipato al progetto di potenziamento del reparto di Terapia intensiva del San Salvatore insieme ad Ance e alle associazioni “Vado” e “L’Aquila per la vita”. L’iniziativa, finanziata con 520mila euro, ha dimostrato la capacità delle istituzioni di lavorare in maniera sinergica. Abbiamo anche lanciato, già da maggio, una campagna di prevenzione e informazione sul Covid. Questa crisi, purtroppo, sta acuendo le disuguaglianze e sta facendo emergere nuove povertà, ma sta anche evidenziando straordinarie risorse umane. Con la ripresa delle attività, la chiamata al senso di responsabilità è ancora più importante per tentare di ridurre le disparità e non far pagare il prezzo più alto ai più deboli. Lo faremo cercando intese anche con le altre fondazioni bancarie della regione».
Come pensa, presidente, che si possa tornale ad una nuova normalità?
L’Aquila ha celebrato la 726ª Perdonanza Celestiniana che quest’anno è stata un vero banco di prova. Una sfida non facile, portata avanti con convinzione e responsabilità dal Comune, al quale va il plauso per il lavoro svolto. Un’edizione celebrata mettendo al centro il tema della riconciliazione, più volte richiamato dall’arcivescovo Petrocchi, che ha un grande significato anche per la collaborazione che la Fondazione sta portando avanti con i territori della provincia. È questo il senso dei progetti che metteremo in campo e che dovranno servire a rafforzare l’unità territoriale. Il nostro impegno sarà di immaginare nuovi scenari per costruire comunità sempre più solidali, sostenibili e inclusive. Saremo ancora di più al fianco di cultura, sociale, economia, ricerca, scuola e innovazione. Vogliamo che trovino nella Fondazione Carispaq un interlocutore capace di valorizzare progettualità, non solo tramite il sostegno economico, ma anche come soggetto in grado di aggregare interlocutori diversi».
Il vostro impegno è sempre orientato alla cooperazione con istituzioni pubbliche e private?
«Assolutamente sì. Stiamo lavorando per completare i progetti avviati prima dell’estate, garantendo sostegno al terzo settore. Il bando annuale per i progetti , da poco concluso, ha registrato oltre 700 domande. Un dato che evidenzia grande vivacità culturale, ma anche enorme sproporzione tra richieste di fondi, per oltre sei milioni di euro, e la nostra capacità erogativa. Purtroppo questo ci ha posto di fronte a scelte difficili, perché molti progetti validi, non hanno potuto avere sostegno».
Lei, tra l’altro, ha sempre parlato della cultura come elemento di unità del territorio.
«Continuo a sostenere la assoluta importanza della messa in rete di manifestazioni culturali identitarie quali Perdonanza, Giostra cavalleresca o Festiv’Alba di Avezzano. La sinergia può rappresentare il volano per lo sviluppo turistico integrato e armonico. In questo senso è fondamentale il lavoro per la candidatura dell’Aquila a capitale italiana della Cultura per il 2022 che la fondazione sostiene con convinzione».
Quali strumenti state mettendo in campo per il sostegno allo sviluppo del territorio?
«Stiamo predisponendo il nuovo piano programmatico triennale 2021-2023 con un nuovo metodo di lavoro che prevede partecipazione e ascolto di tutte le anime della fondazione. Con FondAq, la nostra società strumentale, inoltre stiamo promuovendo progetti che sviluppino cultura d’impresa e autoimprenditorialità, educazione finanziaria e risparmio. Saremo anche di supporto alle associazioni chiamate ad adeguare, entro il 31 ottobre, i propri statuti per l’iscrizione al registro nazionale degli enti del terzo settore».
Nell’immediato, invece, su cosa state lavorando?
«Il 1° ottobre festeggeremo la Giornata europea delle fondazioni. Sarà un grande festa di musica e aggregazione dal titolo #RisuonaItalia. Cinquanta fondazioni per la prima volta insieme faranno risuonare, alle 11, l’inno alla gioia di Beethoven che è anche l’inno europeo. La Fondazione, grazie alla collaborazione con il conservatorio Casella, ospiterà il Casella Jazz Quintet per un concerto nel nostro Auditorium che trasmetteremo sui canali social». (g.d.m.)
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