Taglio ai fondi Asl, i servizi sono a rischio

L’allarme della Cgil: in vista riduzioni al costo del personale e ulteriore perdita deiposti di lavoro
L’AQUILA. Il taglio della Regione di 1,5 milioni sul costo del personale dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila potrebbe essere solo la punta dell’iceberg, secondo la Fp-Cgil. Analizzando i dati dell’azienda sanitaria, sia sulla proiezione di chiusura annuale delle spese, sia sugli eventuali interventi da adottare, si arriverebbe a una riduzione di 4,5 milioni. Una situazione inaccettabile, per il sindacato, che teme «la chiusura di servizi, il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale e un’ulteriore perdita di posti di lavoro nella provincia aquilana». Alla forte preoccupazione espressa dalla Fp-Cgil risponde il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci: «Voglio chiarire che sto esaminando la questione da tempo per fare in modo, assieme all’assessore Silvio Paolucci e al direttore generale Rinaldo Tordera con cui ho avuto diversi incontri, che i contratti in scadenza il 31 dicembre proseguano. Le modalità le sta individuando la Asl. Bene fa il sindacato a vigilare, e le sue segnalazioni sono per me stimolo e aiuto per operare nell’interesse dei lavoratori, dei cittadini, degli utenti della sanità nelle aree interne. La fase storica che stiamo attraversando impone tuttavia in questo ambito così centrale per il vivere civile scelte improntate alla responsabilità. Proprio per evitare, come giustamente paventa il sindacato, che tagli imposti dal governo centrale (peraltro equamente ripartiti su tutte e quattro le province) si traducano in sofferenza sociale e diminuzione di servizi, la nostra voce in capitolo – di sindacati e Regione – deve parlare di proposta». I tagli avrebbero ripercussioni pesanti anche sugli utenti, con la compromissione degli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni sanitarie: «Tali condizioni», sottolinea la Fp-Cgil «saranno certamente a danno dei tanti cittadini che, privati delle reali garanzie assistenziali, si vedranno costretti a rivolgersi ai privati o ad altre strutture fuori regione per trovare risposte alla concrete esigenze di cura, con l’evidente danno economico e sociale che ogni cittadino dovrà accollarsi. Il fabbisogno di personale che la Regione intende ridurre, va in forte contrasto con le reali esigenze dei servizi e dipartimenti aziendali, che quotidianamente rivendicano maggiore forza lavoro, per garantire la minima organizzazione dei turni di lavoro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

