Taglio al Sirente-Velino, esplode lo scontro politico

20 Maggio 2021

Il vicepresidente Imprudente difende la scelta: «Eliminate aree prive di valore» L’opposizione grida allo scandalo: «È la vittoria delle lobby del cemento»

SECINARO. La revisione dei confini del parco Sirente-Velino divide l'Abruzzo. La legge regionale passata a maggioranza per il vicepresidente Emanuele Imprudente è un’opportunità per l'area protetta, mentre per opposizioni e ambientalisti è uno schiaffo alla regione verde d’Europa. Voci discordanti che non si spegneranno nell'immediato.
A FAVORE. È stato il vicepresidente della Regione, con delega ai Parchi, a illustrare insieme al commissario del parco Igino Chiuchiarelli, la norma approvata in consiglio. Imprudente ha chiarito che «il taglio è di circa 6.500 ettari di territorio che non ha valore ambientale di pregio particolare. Abbiamo fatto un lavoro trasparente in tutte le fasi e ciò che non è stato fatto in 25 anni lo vogliamo costruire davvero». Il vicepresidente ha anche annunciato che «la Regione avrà la prima green community a livello nazionale, proprio all’interno del parco Sirente-Velino». Dovranno essere coinvolte di più le comunità locali che «non si sono sentite parte di questo ente». L’obiettivo quindi è «far nascere l’amore per questa area protetta per dare un valore aggiunto come base di progetti importanti».
LE NOVITÀ. Il parco, istituito con legge regionale nel 1989, si estendeva per 54.361 ettari e comprendeva i comuni di Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de’ Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio, Secinaro e Tione degli Abruzzi. Con la norma approvata in Regione i comuni sono rimasti gli stessi, mentre gli ettari sono stati tagliati (per le opposizioni sono 10mila). Ogni Comune, in sostanza, ha un pezzo in meno di zona parco. Sono stati inseriti il territorio delle Gole di San Venanzio e un’area nel comune di Fagnano Alto, mentre è stata esclusa un'area in più di Ocre. Istituito il comitato tecnico scientifico consultivo con tutti i portatori di interesse, i revisori dei conti sono passati da tre a uno e il Cda da 11 a 7 (retribuiti con gettone di presenza).
CONTRARI. Molti i dissensi espressi alla norma regionale. Secondo il consigliere regionale Americo Di Benedetto «prima di procedere con qualsivoglia modifica occorre che vi sia una valutazione tecnico-scientifica che prescinda dagli umori della classe politica che dirige questa Regione: riscontrando la mancanza di tale valutazione ho scelto di astenermi». Per Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista «sono anni che ci provano, alla fine ci sono riusciti. Le lobby dei cementificatori e dei cacciatori sono riuscite a ottenere la riperimetrazione del parco Sirente-Velino. Nel 2013 riuscimmo a bloccare un taglio di 4mila ettari, ora è più che triplicato». Critico anche Michele Fina segretario regionale del Pd: «È una scelta che esemplifica in modo stucchevole la visione o meglio la totale mancanza di visione di questa amministrazione regionale. Invece di adoperarsi e coinvolgere operatori e portatori di interessi su progetti che siano in grado di intercettare le opportunità di sviluppo, si gioca al ribasso».
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