Tamponi, il caos del macchinario

4 Marzo 2021

Fedele (M5s) alla Commissione regionale sanità: fermo all’Aquila, spreco di risorse

AVEZZANO. Il macchinario per i tamponi è fermo all’Aquila ma ad Avezzano ne arriverà uno più piccolo. A denunciare la situazione paradossale è il consigliere regionale Giorgio Fedele (Movimento 5 Stelle) che parla di «spreco di denaro pubblico, pressapochismo nella gestione di macchinari e attuazione della Rete Covid in estremo ritardo». Sono queste le accuse all’Asl avanzate da Fedele ed emerse nel corso dell’ultima Commissione sanità in Regione. «Il direttore Testa», spiega Fedele, «ha confermato che il secondo macchinario Panther è installato definitivamente nell’ospedale dell’Aquila. Una scelta che contestiamo fortemente perché non ha senso tenere un macchinario, che potrebbe analizzare 500 tamponi al giorno, fermo come riserva in una struttura ospedaliera che già ne possiede uno. È contro ogni logica tenere bloccato un apparecchio di questa importanza. E lo è ancora di più se si tiene conto dello sperpero di denaro pubblico e la situazione di contingenza attuale in cui si trova l’ospedale di Avezzano che deve fare i conti con la richiesta di analisi dei tamponi di tutto il territorio della Marsica».
Durante la Commissione è emerso che «oggi dovrebbe essere installato un diverso macchinario della Menarini proprio ad Avezzano. Peccato che si tratti di un arrivo con un fuori tempo da record, visto che la Asl ha impiegato ben 12 mesi per il reperimento della strumentazione che, tra l’altro, non ha la stessa capacità di analisi del Panther». Mentre quest’ultimo, infatti, può analizzare circa 500 tamponi al giorno, il macchinario che dovrebbe arrivare ad Avezzano raggiunge, a pieno regime, non più di 200 unità di analisi giornaliere a fronte di una domanda del territorio marsicano che si aggira dai 400 ai 500 tamponi quotidiani. «Ora è chiaro», continua Fedele, «che qualcosa non torna se l’Asl1 ha due macchinari con capacità di 500 tamponi, di cui uno fermo, e ad Avezzano saremo ancora costretti a mandare i tamponi che non possiamo analizzare in giro per l’Abruzzo tra L’Aquila, Pescara e Teramo, con tutti i costi e i disagi che questi trasferimenti quotidiani comportano. A maggior ragione se pensiamo che gli acquisti dei due Panther sono stati deliberati a ottobre 2019 e tutta l’operazione è partita proprio dal responsabile di laboratorio di Avezzano, oggi in pensione, che aveva avuto una visione lungimirante. Purtroppo non ascoltata da chi oggi è alla guida della Regione Abruzzo e dell’Asl». Nei giorni scorsi anche il presidente Marco Marsilio era intervenuto sul caso del macchinario chiedendo spiegazioni al manager Testa. (p.g.)
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