Tamponi obbligatori nei cantieri Biondi firma, tensioni in consiglio

I test per certificare la negatività al Covid-19 vanno eseguiti entro 14 giorni dalla ripresa dell’attività Ma l’assise civica invoca misure più restrittive. L’Ance chiede tempi rapidi e certezze sulle analisi
L’AQUILA. Tamponi e test obbligatori per le maestranze entro 14 giorni dalla ripresa delle attività da parte delle imprese. È quanto prevede l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Pierluigi Biondi in vista della riapertura dei cantieri, prevista, come stabilito dall’ultimo decreto del governo, dal 4 maggio. Ma il provvedimento del primo cittadino lascia dietro di sé una scia di polemiche e veleni, col consiglio comunale che, al termine di una seduta infuocata, vota un ordine del giorno per chiedere misure ancora più restrittive.
TAMPONI OBBLIGATORI. L’ordinanza stabilisce che, per poter riprendere a lavorare, tutte le imprese impegnate nella ricostruzione (sia pubblica sia privata) dovranno sottoporre a tampone o a test sierologici di riconosciuta affidabilità, entro al massimo 14 giorni dalla comunicazione di riapertura del cantiere, tutti i propri addetti e certificare la loro negatività al Covid-19. I costi delle procedure saranno a carico delle stesse aziende, che, per fare i test, potranno rivolgersi sia a laboratori pubblici sia privati (purché siano accreditati). Un medico competente dovrà stabilire se ripetere periodicamente gli esami. Questa disposizione andrà ad aggiungersi alle norme sulla sicurezza che sono contenute nei protocolli già sottoscritti dalle associazioni di categoria e dai sindacati (distanziamento, sanificazione, misurazione obbligatoria della temperatura corporea, uso dei dispositivi di protezione individuali). «Il protocollo è stato condiviso con prefettura, associazioni edili e di categoria, Ispettorato del lavoro, sindaci del cratere sismico e Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria», ha spiegato il sindaco Biondi. «L’ordinanza è più stringente rispetto ai provvedimenti nazionali vigenti, per la semplice ragione che soltanto nella città dell’Aquila ci sono centinaia di cantieri e le maestranze censite a gennaio oscillavano tra le 5mila e le 6mila persone».
COSTI. L’ordinanza contiene anche altre misure, che però non sono obbligatorie. Per esempio, sarà raccomandato alle imprese di scoraggiare il pendolarismo degli operai non residenti nell’Aquilano, facendo pernottare questi ultimi negli alberghi. Anche in questo caso, come per i tamponi e i test sierologici, ad accollarsi tutte le spese dovranno essere le imprese: «Ci rendiamo conto dello sforzo», ha osservato Biondi. «Per questa ragione ho chiesto, con una nota inviata al presidente Conte e al ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli, di prevedere una norma che consenta di riconoscere alle imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma un contributo aggiuntivo».
INCOGNITE. Quello dei maggiori oneri economici non è l’unico aspetto problematico dell’ordinanza. Resta da capire bene come si potranno effettuare migliaia di tamponi in tempi rapidi in una regione che, in questo momento, non è dotata di laboratori sufficientemente strutturati per fare test massivi. «L’ordinanza del sindaco non ci trova impreparati», ha commentato l’Ance, l’associazione dei costruttori, «ma è importante conoscere i tempi in cui questi test verranno processati, dato che questo inciderà su ulteriori giorni di cassa integrazione che dovrà essere autorizzata».
MISURE PIÙ RESTRITTIVE. In serata, il consiglio comunale, al termine di una discussione molto concitata, ha votato un ordine del giorno che impegna Biondi a farsi portavoce davanti al presidente della Regione Marco Marsilio della necessità di emanare un’ordinanza per introdurre l’obbligo di effettuare tamponi preventivi per tutte le maestranze provenienti da fuori provincia e di ripetere i test ogni 14 giorni.
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