Tancredi non torna ai domiciliari

17 Dicembre 2015

Inchiesta puntellamenti, la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del pm

L’AQUILA. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro l’ordinanza del tribunale del Riesame che aveva rimesso in libertà (dai domiciliari) l’ex assessore comunale Pierluigi Tancredi.

L’inchiesta in questione è Redde rationem, nella quale Tancredi è accusato di corruzione insieme ad alcuni costruttori sospettati di volersi accaparrare in modo illecito di alcuni lavori per i puntellamenti sui palazzi danneggiati dal sisma.

I giudici hanno assecondato la richiesta che era stata avanzata dallo stesso procuratore generale.

In seguito a tale pronuncia il sospettato ha comunque allontanato il teorico rischio di tornare ai domiciliari, ipotesi non del tutto peregrina in caso di una pronuncia diversa.

Tancredi è stato l’unico, tra le persone arrestate in questa indagine, a poter proporre ricorso, visto che a suo carico c’è ancora in piedi la misura cautelare dell’obbligo di firma. Gli altri, al contrario, non avrebbero potuto agire per via della carenza di interesse.

Gli interessi di Tancredi davanti ai giudici di Cassazione sono stati tutelati dall’avvocato Maurizio Dionisio.

Secondo la Procura, all’epoca dei puntellamenti ci fu un pactum sceleris tra gli imprenditori e quello che, all’epoca, era un rappresentante politico di peso, ovvero Tancredi, che poi si dimise dall’incarico.

Le difese hanno sempre contestato queste risultanze cui sono pervenuti i carabinieri.

(g.g.)

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