Taniche in piazza: dateci l’acqua

I villeggianti di Marsia protestano davanti al Comune di Tagliacozzo, sotto accusa finisce il Cam
TAGLIACOZZO. Taniche in piazza per chiedere l’acqua. La singolare protesta è stata portata avanti dai villeggianti di Marsia che ieri mattina si sono presentati davanti al Comune di Tagliacozzo.
«Veniamo da 38 anni di promesse non mantenute», sbottano. Marsia, negli anni Settanta, rappresentava il fiore all’occhiello del turismo montano. Piste da sci d’inverno ed escursioni estive, ma il sogno della “Cortina marsicana” è svanito tra processi e disservizi.
Dal 1982, Marsia e una parte della frazione di Roccacerro, devono provvedere autonomamente con delle autobotti per l’approvvigionamento di acqua, con costi esorbitanti: per due metri e mezzo di cubi d’acqua si arriva a sborsare 48 euro.
Ma un netto passo in avanti è stato fatto, come precisa Maurizio Elissandrini, membro del Consorzio stradale di Marsia: «A differenza del passato, oggi, con l’attuale amministrazione comunale, sono stati prodotti documenti significativi e non solo chiacchiere».
Lo scorso luglio è stato stipulato un Contratto di concessione e comodato tra Consorzio stradale e Comune di Tagliacozzo. Il Consorzio stradale ha trasferito la disponibilità della rete idrica all’Ente comunale, quest’ultimo la dovrà affidare al Cam, il quale dovrà compiere una ricognizione delle funzionalità dell’impianto. Ma le ben note vicende che hanno coinvolto il Cam in questo periodo non hanno reso possibile l’ultimo passaggio, motivo per il quale i consorziati sono scesi in piazza. I residenti sono stati ricevuti dall’assessore Giuseppe Mastroddi e dal segretario comunale. (cr.az.)
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