Tante rose bianche e palloncini in volo per l’addio a Sara

6 Gennaio 2020

Don Luigi: «È rimasta vittima della scelleratezza umana» Il mesto corteo accompagnato dai sindaci del territorio 

AIELLI. Una scia di rose bianche ha accompagnato l’ultimo viaggio terreno di Sara Sforza, morta in uno schianto giovedì scorso contro l’auto guidata da uno straniero sotto effetto di alcol e droga. «Vittima della scelleratezza umana», ha detto il parroco don Luigi Incerto durante l’omelia. Il feretro è arrivato in paese alle 15.45. Sulla bara bianca la maglietta celeste che Sara indossava come volontaria con la Misericordia. Ad attenderla all’inizio del lungo viale che conduce al sagrato c’erano i volontari dell’associazione schierati.
Il corteo, accompagnato anche dai sindaci del territorio, guidati dal primo cittadino di Aielli, Enzo Di Natale, ha attraversato due colonne di fiori per arrivare alla chiesa di San Giuseppe, dove si è tenuta la cerimonia funebre presieduta dal parroco e concelebrata da numerosi sacerdoti. Don Luigi ha ricordato le doti umane e caratteriali della giovane vittima. «Con la forza del suo affetto spontaneo», ha detto, «ci ravvivava tutti. Ha insegnato la grammatica dell’amore con le sue azioni sincere di bontà. Salutava prima ancora di essere salutata e chiunque incontrava, seppure rattristato dai fatti della vita, veniva rianimato dal suo sorriso contagioso. Prestava servizio civile per portare sollievo dove c’era bisogno. Ma questi ricordi di Sara», ha sottolineato, «non affievoliscono il nostro dolore né quello di mamma Domenica, papà Fabio, della sorella Silvia e dell’amato fidanzato Alessio».
Riguardo all’incidente, il parroco ha affermato che «la ricostruzione degli eventi non risponde a tutti i perché, a quelli che incattiviscono i nostri animi». Così come un perché è rivolto a Dio: «Dove eri al momento dello schianto? Un tribunale emetterà la sentenza», ha aggiunto, «ma nessun tribunale e nessun carcere consoleranno il dolore di mamma Domenica: solo il Signore ci salva». Poi ha parlato della piaga sociale delle sostanze stupefacenti denunciando «l’euforia dell’alcol e delle droghe che rendono uomini e donne dipendenti. Ci saranno spacciatori finché a loro ricorreranno consumatori», ha aggiunto don Luigi, rivolgendo, infine, l’appello ai giovani «a bandire insensate abitudini disordinate» e invitando – alla luce dei numerosi proclami sui social di questi giorni – «al silenzio che chiede la parola e pretende ascolto, perché noi cristiani apriamo un’altra petizione su un’altra piattaforma, quella spirituale espressa in domande e richieste al Signore». Anche il mondo dello sport ha espresso cordoglio. Osservato un minuto di silenzio nelle principali manifestazioni sportive e podistiche della giornata, mentre gli ultrà dell’Avezzano hanno appeso uno striscione allo stadio chiedendo “giustizia per Sara”. Quando il feretro è uscito dalla chiesa, le sirene delle ambulanze hanno suonato rompendo l’assordante silenzio. Poi i palloncini sono volati in cielo, tra gli applausi e le lacrime dei familiari e dei tanti amici. Anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha espresso cordoglio.
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