Tanti commercianti a rischio chiusura: si contano le perdite

La speranza degli operatori è di poter riaprire venerdì: «Natale alle porte, solo così potremo evitare il tracollo»
AVEZZANO. I commercianti di Avezzano contano i danni e sperano di poter rialzare le saracinesche già a partire da venerdì. La zona rossa ha messo una pietra sopra alle vendite pre natalizie e al “black-friday” che è diventato un appuntamento fisso per gli amanti degli acquisti. I proprietari dei negozi di abbigliamento e calzature sono stati costretti a chiudere proprio nel momento in cui speravano di poter risollevare le sorti delle loro attività dopo mesi di problemi. «La stima di quanto è stato perso è difficile da fare, almeno più del 35/40 per cento», ha commentato Riccardo Savella di Katherine b, «il lavoro si è bloccato già da metà ottobre, quando la preoccupazione e l'instabilità si sono fatte sentire. Non vogliamo mettere la parte economica davanti a quella sanitaria, ma se non ci danno la possibilità di lavorare e di ripartire da subito diventa un dramma. Molte attività purtroppo non riapriranno. Ripartire venerdì è fondamentale e continuo a dialogare con tutti in Regione come rappresentante di Federazione moda perché il settore economico sta correndo un rischio concreto di collasso».
Il passaggio dell'Abruzzo da zona rossa a zona arancione o venerdì 4 o giovedì 10 dicembre determinerebbe la ripartenza di centinaia di attività in tutta la Marsica e i commercianti stanno facendo il conto alla rovescio. «La situazione è peggiore del primo lockdown», ha precisato Fabiola Palladoro di Marynda, «l’inverno è la stagione più importante per noi e non poter vendere in questo periodo è un vero problema. Rimanere chiusi anche a dicembre significherebbe mettere in ginocchio quei pochi che ancora riescono a reggersi. Abbiamo perso l’incasso del black-friday, nonostante l’e-commerce, e quello di metà inverno. Siamo avviliti perché manca un coordinamento e ancora non sappiamo se e quando ripartire». La preoccupazione di non poter riaprire venerdì prossimo è tanta e c’è chi pensa che anche in zona arancione la situazione non cambierà.
«Le perdite sono state altissime», ha spiegato Savina Mazzocchi di Mirò gallery, «noi siamo in lockdown da quando la situazione è precipitata. Auspicavamo la chiusura per poter attingere ai ristori, ma quando abbiamo constato che la zona rossa era di fatto solo per noi ci siamo rimaste male. Non ci aspettiamo niente neanche dalla riapertura perché non essendo l’abbigliamento un bene di prima necessità non sappiamo come potrebbe andare. Speriamo che almeno ci vengano incontro le aziende». In questo periodo di chiusura c'è anche chi ne sta approfittando per qualche lavoretto in negozio, come Giancarlo Spera che va nel suo negozio di calzature «per passare tempo e per cercare di capire come stanno le cose. Vengo qui, metto un po’ in ordine, contatto le aziende e cerco di capire cosa c’è in scadenza. Il danno c’è stato ed è grande, ora però ci sono gli impegni da rispettare a partire dall’affitto. Ci auguriamo di riaprire venerdì, ma purtroppo su questo regna ancora l’incertezza». Anche Gianluca Muliere di Libero non si ferma mai e continua ad alzare la saracinesca della sua attività per organizzare, seppur in situazione di incertezza, la riapertura. «Bisogna ripartire il prima possibile perché questa situazione ci ha provocato molti danni», ha detto, «abbiamo un carico notevole di capi invernali e dobbiamo riaprire per evitare il peggio. Ci sono tante cose da pagare e il Natale alle porte non sarà come quello degli anni passati. Nei nostri negozi poi non ci sono le folle, non si fanno le file e si rispettano le regole».
Per Gianluigi Cherubini di Factory-Lab, «le difficoltà riscontrate sono enormi perché non si capisce molto di quanto ci vogliono dare in termini di ristori e quanto ci continuano a promettere. Noi dobbiamo pagare tasse, bollette e fornitori, forse servirebbe fare il punto e darci la possibilità di poter lavorare. Qui di zona rossa si vede poco, se posso fare da asporto in un bar perché non posso far accedere meno persone in negozio restando però aperti? Mi auguro che si possa riaprire venerdì».
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