Tanti occupati con le 170 borse di studio

29 Gennaio 2019

I risultati del progetto di Fondazione Carispaq e Centro per l’impiego per i giovani da 18 a 35 anni

L’AQUILA. Centosettanta borse di studio per ragazzi inoccupati e disoccupati nell’Aquilano, nel periodo dal 2014 al 2018, e di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Di questi tirocini formativi, il 60%, ovvero 90, si è trasformato in rapporti di lavoro continuativi.
Sono i risultati del progetto della Fondazione Carispaq, presentati in un incontro all’Auditorium del Parco del Castello. Nato 5 anni fa con la stipula di una convenzione con il soggetto promotore, il Centro per l’impiego, e seguendo i criteri in materia di tirocini elaborati dalla Regione, il progetto ha avuto, secondo i vertici della Fondazione, «risultati molto positivi», soprattutto la trasformazione del tirocinio in un rapporto di lavoro continuativo. Lo stanziamento complessivo messo a disposizione dalla Fondazione è stato di 1,8 milioni di euro, mentre l’iniziativa ha coinvolto laureati (40%), diplomati (46%) e in possesso di licenza media (14%). L’età media rilevata tra i tirocinanti è stata di 33 anni (32 per gli uomini e 34 per le donne), mentre il 72% delle borse di studio ha riguardato giovani tra i 18 e i 35 anni. La durata di ciascuna borsa lavoro è stata di 12 mesi più 4, l’importo lordo corrisposto mensilmente è stato di 800 euro, mentre i settori merceologici dove c’è stato maggiore inserimento sono stati quelli manifatturiero, a seguire costruzioni edili, sanità e assistenza. «Si tratta di una esperienza pilota», ha detto il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, «e stiamo già pensando ai prossimi progetti che si rivolgeranno a ragazzi con scolarità elevata, laureandi o laureati. Per loro metteremo a disposizione delle borse di studio per completare il loro percorso», ha aggiunto Fanfani. Tra il pubblico era presente il presidente vicario della giunta regionale Giovanni Lolli, insieme a numerosi candidati alle prossime elezioni regionali (tra cui Giovanni Legnini). A trarre le conclusioni sono stati la responsabile del Centro per l’impiego dell’Aquila, Francesca Farda, e il segretario generale della Fondazione David Iagnemma. «Abbiamo messo in campo molti aspetti innovativi come la semplicità del bando scelto per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse da parte delle imprese, semplicità che ha reso lo strumento normativo molto accessibile».(r.p.)
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