Tapis roulant? Si va a piedi

24 Febbraio 2018

Costa troppo farlo funzionare. Arrivati col bus, il centro si raggiunge solo camminando

L’AQUILA. La “disavventura” di un povero cristiano. Senza la pretesa di scomodare Ignazio Silone, un cittadino ha descritto la sua odissea, dal momento in cui ha deciso, visto l’allarme meteo, di lasciare a casa l’auto e raggiungere la sua attività nel centro storico con i mezzi pubblici.
«Oggi, siccome è brutto tempo, ho deciso di non prendere la macchina e andare con l’autobus. Sono partito da casa mia, tra San Sisto e San Francesco, alle 15.38 e arrivato al megaparcheggio alle 15.50». Una volta nella stazione dei bus, comincia l’odissea: «Sono qui, nel megaparcheggio. Vado verso l’ingresso del tapis roulant, che porta a piazza Duomo, ma è chiuso. Vado a chiedere a un signore, gentile. Praticamente devo andare a piedi (devo arrivare nella parte alta di corso Vittorio Emanuele, dove ho la mia attività lavorativa), a piedi, passando per viale Collemaggio, oppure, a questo punto, farò Costa Masciarelli. Naturalmente la colpa è mia, perché non sapevo di questa cosa, non sapevo che il tapis roulant fosse chiuso».
Roberto Grillo, noto fotografo che ha esposto le sue opere in mezza Europa, foto soprattutto legate al terremoto del 2009, ha descritto minuziosamente la sua disavventura in un giorno di ordinaria follia, quando un cittadino decide di lasciare l’auto a casa, con tutti i benefici che ne dovrebbero conseguire, per raggiungere il posto di lavoro con i mezzi pubblici. E il tapis roulant del megaparcheggio di Collemaggio è uno di questi mezzi di trasporto pubblico. Almeno per questo motivo furono spesi fior di miliardi di lire dall’ex sindaco Enzo Lombardi.
A quel punto Grillo si è armato di santa pazienza e, già pentito della scelta di lasciare l’auto a casa, si è consolato provando a salire in centro da una delle via storiche e tra le più suggestive della città dentro le mura, Costa Masciarelli.
«A metà di Costa Masciarelli – fiatone – ovviamente che ti trovo? I nostri immancabili e oramai amati sottoservizi. Sono costretto a girare per Vico Picenze. Naturalmente all’inizio di Costa Masciarelli non ti avvertono che la strada a un certo punto è chiusa per i lavori. Percorro la parallela tra via delle Grazie, via Santa Giusta e piazza del Duomo. Qui è tutto un cantiere: è chiaro che devono esserci, ma è veramente difficile arrivarci. Qui la strada è anche chiusa. E non c’è neppure scritto».
«Sono appena arrivato: sono le 16.11, ho impiegato 34 minuti, se fossi venuto a piedi avrei impiegato al massimo venti minuti. Ho visto il rischio neve e non ho voluto prendere la macchina, per non essere un ipotetico problema sulle strade e lasciare libero un parcheggio. Ho cercato di essere “civico”, come spesso mi capita di fare. Ma ti passa la fantasia. Onestamente la prossima volta prendo la macchina. Ho speso 1,20 euro, con l’auto ne avrei speso la metà. Spero che il Comune, come ente, non come parte politica, si faccia carico di queste situazioni. Anche se credo questa sia una battaglia persa».
«Mi sono immedesimato in un turista o uno studente (su viale Crispi c’è il Gssi) o una persona anziana che vuole andare in centro, dove comunque, anche se pochi», conclude Grillo, «ci sono negozi. Ci piacerebbe se, anche per piccole cose, qualcuno venisse in centro a comprare. Così, tanto per non farci sentire soli. Mi dispiace perché molti dicono che sono un rompiscatole. Ma semplicemente riporto quella che è la realtà e che spesso viene dimenticata, perché nessuno si occupa e pensa di andarla a vedere e riportare i fatti alla città».
È l’esperienza diretta, raccontata da un artigiano, che è stato tra i primi a scommettere nel centro storico e a rientrarci con la sua attività. Il tapis roulant, come riportiamo nell’articolo accanto, è chiuso perché alla M&P, la società che gestisce il megaparcheggio, costa troppo farlo funzionare. Proviamo a spiegarlo ai turisti e alla città.
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