Targhe ai familiari delle vittime del dovere

8 Novembre 2019

Cerimonia con Morra (commissione Antimafia): «In Abruzzo attenzione alle infiltrazioni malavitose»

L’AQUILA. «Sono sempre più diffuse le infiltrazioni mafiose nei comparti turismo, ristorazione e intrattenimento. L’economia abruzzese, sia quella della costa che quella delle località montane, è basata molto su questi settori, per cui bisogna stare molto attenti affinché certe dinamiche che abbiamo già osservato in Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Veneto non si ripetano».
Lo ha affermato Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, a margine del seminario di criminologia “Le mafie estere in Italia”, a Scienze umane. Un incontro organizzato dall’associazione “Vittime del dovere”, fondata dai familiari dei membri delle forze dell'ordine e della magistratura caduti o rimasti invalidi nel contrasto alla criminalità. È stata la presidente dell’associazione, Emanuela Piantadosi, figlia di Stefano, maresciallo dei carabinieri ucciso nel 1980 da un ergastolano in permesso premio, a introdurre i lavori: «Siamo qui per anche denunciare come lo Stato presti molta attenzione agli autori di reati, concedendo loro permessi speciali e sconti di pena, ma non tuteli alla stessa maniera le vittime e i loro familiari. Rispettiamo le recenti sentenze della Corte di giustizia europea e della Corte costituzionale che hanno aperto le porte ai permessi premio anche agli autori di reati gravissimi che non si sono mai pentiti o non hanno mai collaborato con la giustizia, ma su questi temi è giusto che ci sia una riflessione». Al seminario – nel quale, oltre a Morra, è intervenuto anche il generale dei carabinieri Giuseppe Governale, direttore della Direzione investigativa antimafia – sono state consegnate targhe ai familiari di alcuni poliziotti e carabinieri recentemente scomparsi. A ricevere il riconoscimento, c'erano anche (tra le altre) la compagna di Vincenzo Carlo Di Gennaro, il maresciallo dei carabinieri ucciso lo scorso aprile in una sparatoria a Cagnano Varano (Foggia); la vedova di Mario Cerciello Rega, il carabiniere assassinato a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio da due studenti americani; la sorella e la figlia di Emanuele Anzini, il carabiniere abruzzese (era originario di Sulmona) di 41 anni investito il 17 giugno a Terno d’Isola (Bergamo), durante un posto di blocco da un uomo poi risultato ubriaco. A manifestazione conclusa, per molti dei partecipanti l’amara sorpresa di trovare la multa sulle auto lasciate in sosta.
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