Tari e contributi: emendamenti per correggere il decreto

Pubblicato sul sito del Comune il sedicesimo elenco Possono partire lavori per ottanta milioni di euro
L’AQUILA. Tari ed emendamenti riguardanti alcune procedure della ricostruzione che si sono trascinate nel tempo (residuo di precedenti leggi) e che in questi sette anni di post-sisma si sono rivelate errate, o non utili creando, in qualche caso, più problemi che soluzioni. C’è tutto questo, come un grande “Cavallo di Troia” legislativo, nel decreto Enti locali approvato dal parlamento e recante, all’articolo 3, anche varie questioni legate all’Aquila e al cratere sismico. Intanto è stato pubblicato ieri il sedicesimo elenco per la ricostruzione degli immobili privati che sfiora gli 80 milioni di euro. A renderlo noto l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
EMENDAMENTI. Sono otto gli emendamenti presentati su sollecitazione dell’assessorato alla Ricostruzione, e hanno l’obiettivo di aggiungere nuove norme o precisarne altre già esistenti che dettagliano le procedure per la ricostruzione. Le modifiche, scritte da Di Stefano e affidate alla senatrice Stefania Pezzopane (e sottoposte anche alla sottosegretaria all’Economia con delega alla ricostruzione Paola De Micheli), hanno l’obiettivo di entrare nel decreto in sede di conversione in legge, a settembre. In questo modo, spiega la senatrice, si andrà a completare quella parte del disegno di legge organico per la ricostruzione «al 70% già approvato nel decreto Enti locali del 2015». Uno degli emendamenti più importanti tende a considerare gli immobili fuori dei centri storici, che prima del terremoto erano utilizzati per le attività produttive, alla stregua di abitazioni. Il paradosso è che tali edifici, infatti, vengono finanziati per la ricostruzione fino a 80mila euro, somma spesso insufficiente, con la conseguenza che molte attività non hanno mai riaperto. Altro emendamento posto all’attenzione del legislatore riguarda la norma che dà il diritto agli eredi di congiunti proprietari di prime case di richiedere il contributo per acquistare un’abitazione equivalente anche fuori dai confini regionali. «Questo fatto, oltre a non corrispondere all’obiettivo di ridare casa al più presto a coloro che l’hanno avuta distrutta dal sisma, ha di fatto introdotto un’evidente stortura, laddove gli eredi usano le provvidenze del sisma per acquistare una casa anche lontano dal luogo dove aveva sede l’abitazione principale del loro congiunto», spiega Di Stefano. Con l’emendamento si vuole decisamente tagliare la testa al toro, determinando il recupero della casa distrutta. Un altro emendamento riguarda la richiesta di contributi per riparare le parti comuni strutturali di immobili appartenenti a un unico proprietario. Infine, tra gli altri, c’è l’emendamento che riguarda la «soppressione della delega volontaria al Comune» per la ricostruzione delle abitazioni dei centri storici, che di fatto ingolfa il Comune per carenza di personale.
ELENCO CONTRIBUTI. Il sedicesimo elenco da ieri è pubblicato sul sito del Comune. Gli 80 milioni sono frutto «di uno sprint delle ultime ore, che ha permesso di raggiungere questa cifra rispetto a quella di scarsi 50 milioni annunciata tempo addietro», commenta Di Stefano. L’assessore, nei giorni scorsi, con il direttore dell’Usra Raniero Fabrizi, aveva dichiarato battaglia ai progettisti ritardatari nella consegna delle integrazioni ai progetti.
Marianna Gianforte
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