Tariffa rifiuti, conto da 200mila euro

Ecco quanto il Comune dovrà versare in più ad Aciam, con rincari per gli utenti
AVEZZANO. Ammonta a oltre 200mila euro l’incremento delle tariffe Tari per il 2023. Si tratta del 7,2% deliberato dall’Aciam a seguito dell’aumento tariffario per lo smaltimento dei rifiuti. L’immondizia in città viene raccolta da Tekneko, che ha un contratto in proroga fino al 31 dicembre, e poi smaltita dalla municipalizzata presieduta da Maurizio Bianchini. In base a quanto previsto dall’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, per gli utenti di Avezzano l’incremento delle tariffe Tari per il 2023 doveva essere pari all’11,30%.
L’Aciam, però, è riuscita a tenersi più bassa di quasi quattro punti percentuali. L’incremento di 200mila euro dovrà essere ripartito tra utenze domestiche e non domestiche di Avezzano e frazioni. Il Comune di Avezzano, però, ha posto un quesito in merito a questi aumenti e ha commissionato uno studio sulla congruità delle tariffe che porterà in tribunale dove ha trascinato Aciam (di cui detiene il 12,2% delle quote) per capire se i rincari siano giusti o meno. Avezzano, secondo i dati diffusi da Openpolis, a fine 2022 era in testa alla classifica dei Comuni abruzzesi non capoluoghi di provincia più virtuosi con il 77% di rifiuti differenziati. Lo scorso anno, infatti, la produzione di organico è stata pari a 5.729 tonnellate, mentre quella di indifferenziato a 4.840.
Diverse sono state le azioni portate avanti per poter migliorare il “porta a porta” e spingere i cittadini a non abbandonare i rifiuti. Ora bisognerà capire cosa accadrà nelle stanze del palazzo di giustizia di Avezzano e se la relazione affidata dal Comune di Avezzano allo studio legale Lucci potrà cambiare le carte in tavola.
Oggi i membri del consiglio comunale saranno chiamati a votare la delibera che riguarda i pagamenti della Tari per il 2023 di cui una parte – cioè il 70% – doveva essere saldata entro ottobre, mentre la restante (il 30 per cento) entro febbraio 2024.
Le associazioni di categoria – Confcommercio, Cna, Confindustria, Confesercenti, Ance L’Aquila, e Centro giuridico del cittadino – hanno chiesto all’amministrazione di fare chiarezza sugli aumenti per evitare che possano penalizzare in maniera ingiustificata i residenti di Avezzano. (p.g.)
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