Tassa rifiuti, salasso per bar e ristoranti

Allarme 5 Stelle: «I rincari vanno dal 19% fino a un picco spropositato del 57%, salvata solo la grande distribuzione»
AVEZZANO. Stangata in arrivo sulle bollette 2019 della Tari per alcune categorie del commercio. A lanciare l’allarme sulla revisione al rialzo del tributo sui rifiuti, inserito nel bilancio di previsione approvato a dicembre, è il consigliere di minoranza dei 5 Stelle, Francesco Eligi.
«Le bollette della Tari 2019», dichiara il pentastellato, «faranno scattare in alto le tariffe per alcune categorie, con aumenti insostenibili, che vanno dal 19% fino a un picco spropositato del 57%».
In cima alla lista dei tartassati, secondo al lista di Eligi, ci sono bar, caffè, pasticcerie, pub, trattorie, ristoranti e le pizzerie. «Questi salassi inaccettabili», aggiunge Eligi, «colpiranno una categoria, quella dei piccoli esercizi commerciali, già provata da anni di crisi economica e da una politica che ha favorito le grandi catene e i centri commerciali a discapito dei negozi di quartiere».
Guai a parlare di aumenti per Confcommercio.
«Vista l’aria che tira e la pesante crisi che ha investito il settore del terziario», sottolinea il presidente di Confcommercio, Roberto Donatelli, «i piccoli commercianti che resistono nonostante tutto meritano un premio e non certamente altri aumenti di tasse».
L’aumento della Tari, per la grande distribuzione, invece, ammonterebbe a un irrisorio 0,8%. Troppo poco secondo il pensiero di Eligi.
«I grandi supermercati», aggiunge il consigliere di opposizione, «contribuiscono in misura rilevante all’aumento dei rifiuti con la vendita di prodotti eccessivamente imballati, eppure saranno quelli che subiranno di meno gli aumenti della tariffa. Le scelte dell’amministrazione De Angelis sugli aumenti della Tari, approvate dalla maggioranza e taciute ai cittadini, che ne sarebbero venuti a conoscenza solo dopo l’invio delle bollette, sono assolutamente inique e per niente lungimiranti».
Si salvano, invece, le famiglie: le utenze domestiche, infatti, sarebbero rimaste più o meno invariate rispetto all’anno 2018, mentre «l’aumento della raccolta differenziata», aggiunge Eligi, «cresciuta dal 67% del 2013 al 71% del 2018, mentre la quantità complessiva dei rifiuti annui prodotti ad Avezzano negli ultimi cinque anni è cresciuta da 18mila a 20mila tonnellate, non si è tradotta in risparmi per le utenze. Non è scattata l’attuazione dei principi contenuti nel decreto legislativo 152/06 sulla gestione e gerarchia dei rifiuti solidi urbani, che vede al primo punto la loro drastica riduzione. Nonostante i buoni risultati della raccolta differenziata, quindi, senza un deciso cambio di rotta, all’aumento dei quantitativi di rifiuti urbani prodotti seguirà, inesorabilmente un aumento costante della tariffa».
Bocche cucite a Palazzo di città, dove, complice il clima bollente del consiglio comunale sul bilancio consuntivo, sia l’assessore al Bilancio, Fabiana Marianella, che il presidente della commissione, Ferdinando Boccia, glissano sulla questione della Tari, «in attesa», affermano, seppur in formula separata, «di vedere bene le carte, visto che la questione è stata inserita nel bilancio di previsione approvato a dicembre 2018».
La tassa sui rifiuti solidi urbani introdotta in Italia nel dicembre 2013 è un tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento del pattume ed è dovuta da chiunque possieda, a qualsiasi titolo, case, locali o aree scoperte.
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