Tassa sui rifiuti, in 5mila non la pagano

Nelle casse mancano all’appello 20 milioni di euro. L’assessore Mazzocchi: «Lavoriamo a un nuovo sistema di controllo»
AVEZZANO. Nel bilancio 2017, al titolo Gestione rifiuti, ci sono la voce “entrata teorica” e una cifra corrispondente a 5.994.553 euro. È quanto il Comune di Avezzano dovrebbe incassare con la Tari, la tassa sui rifiuti solidi urbani (ex Tarsu ed ex Tares) dovuta dai conduttori di immobili, che siano abitazioni o attività varie, e calcolata in base a un apposito tariffario. Tassa finalizzata alla copertura dei costi inerenti al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (il Comune paga alla società di gestione Tekneko 5 milioni e 700mila euro l’anno fino al 2022).
EVASIONE RECORD. Ma è una voce teorica, appunto. Perché il 25% delle 18.329 utenze domestiche e delle 2.763 utenze non domestiche non è in regola con i pagamenti della Tari. Vale a dire che ci sono oltre 5mila residenti o imprenditori avezzanesi che hanno un debito nei confronti del Comune per le bollette Tari non pagate. Il mancato incasso, in un anno, è di circa un milione e 500mila euro. Ma non è tutto. Stratificandosi anno dopo anno, nelle casse del Comune viene meno una cifra di 20 milioni.
LOTTA AI FURBI. «Abbiamo ereditato una situazione molto complicata», sostiene Felicia Mazzocchi, assessore comunale al Bilancio, «sia io che l’assessore Crescenzo Presutti, delegato all’Ambiente, stiamo procedendo a spron battuto per sanare la questione. Gli incassi sono vitali per la gestione del servizio. Già siamo al lavoro per stanare quanti non pagano, e questa percentuale del 25% è decisamente alta, attraverso una soluzione che possa contemplare controlli incrociati dei dati, per esempio con Agenzia delle entrate, Servizio anagrafe e Tekneko. Da quando siamo entrati in giunta non ci siamo mai fermati per mettere a punto un adeguato sistema di controllo, che sia il meno doloroso possibile per il contribuente e il più efficace per il servizio. Inoltre, puntiamo a migliorare la raccolta differenziata anche per alleggerire la tassa sui cittadini. Perché tanta gente non paga? Il post terremoto del 2009 dell’Aquila ha innescato un processo di mancata riscossione che ha coinvolti anche Enti non all’interno del cratere sismico».
«TARI NON GONFIATA». In questi giorni è finito sotto i riflettori il comportamento di alcune amministrazioni comunali italiane che, a quanto pare, hanno calcolato l’imposta dovuta addebitando ai contribuenti, oltre alla quota fissa e alla quota variabile delle utenze domestiche, anche la parte variabile sulle pertinenze. Tale meccanismo di duplicazione del calcolo della quota variabile ha dato vita a quella che dalle associazioni in difesa dei diritti dei contribuenti è stata definita la Tari “gonfiata”, «un artificio contabile ai limiti della truffa». L’assessore Mazzocchi rassicura gli avezzanesi. «La Tari ad Avezzano», sottolinea la Mazzocchi, «ha rispettato le indicazioni del ministero dell’Economia. Il dato variabile, che è quella costituita dal numero delle persone, non è stato replicato sulle pertinenze delle unità immobiliari».
INVITO AI SINDACI. Garanzie in tal senso arrivano anche dal Centro giuridico del cittadino di cui è presidente Augusto Di Bastiano. «Il dirigente del settore Ragioneria generale, Massimiliano Panico», afferma Di Bastiano, «ha risposto al mio interrogativo e ha detto che sta applicando correttamente la tariffa. Invito gli altri Comuni marsicani e i loro sindaci a fare altrettanto. In caso di errata applicazione i cittadini possono richiedere al nostro Centro di ascolto, in via XX Settembre 294 ad Avezzano, la procedura per avanzare eventuali rimborsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

