Tasse alle imprese, Santilli si difende: non è un aumento

3 Maggio 2017

Il presidente della Camera di commercio: il 20% va a vantaggio delle aziende del territorio Ma Sangermano (Cisl) è critico: «Provvedimento impopolare e intempestivo, da annullare»

L’AQUILA. «L’aumento del 20 per cento del diritto camerale, in realtà è una “non diminuzione” dello stesso, rispetto agli importi previsti per il 2016. Produrrà, per il triennio 2017-2019, una maggiore entrata di 320mila euro l’anno da destinare al Progetto Abruzzo. Le azioni di intervento saranno esplicitate attraverso tavoli di condivisione del sistema produttivo e troveranno attuazione esclusivamente attraverso bando pubblici». Così il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, dopo le polemiche innescate dalla decisione di aumentare le tasse alle imprese della provincia. Provvedimento approvato dalla Camera di commercio con il solo voto contrario di Confindustria. Ieri, è intervenuto anche il segretario generale Cisl della provincia dell’Aquila, Paolo Sangermano, che ha chiesto alla Camera di ritirare la delibera.
TUTTI COINVOLTI. In una lunga nota, Santilli ha tenuto a precisare che «senza l’incremento deliberato dal consiglio camerale nella seduta del 28 aprile scorso, il risparmio conseguito dalle imprese, rispetto alle varie tipologie, oscillerebbe tra 9 euro annui per quelle individuali, 20 euro annui per le società semplici non agricole e le imprese individuali in sezione ordinaria e al massimo 281 euro annui per le società in sezione ordinaria con oltre 50 milioni di fatturato». Il Progetto Abruzzo sarà organizzato per azioni di intervento «che verranno esplicitate, così come da richiesta», ha detto Santilli, dopo le critiche sul mancato coinvolgimento di mondo produttivo e organizzazioni sindacali, «attraverso tavoli di partecipazione e condivisione del sistema produttivo regionale e provinciale che troveranno attuazione esclusivamente attraverso bandi pubblici».
PROGETTO REGIONALE. «La riforma camerale ha previsto una riduzione del diritto annuale del 50 per cento a decorrere dall’anno 2017, confermando la possibilità, per le Camere, di aumentare l’importo fino ad un massimo del 20%»» spiega ancora Santilli, «le Camere di commercio, a livello regionale, hanno ritenuto che le maggiori entrate dovessero essere investite su un unico progetto, finalizzato a valorizzare territori, tipicità, eccellenze e borghi per accrescere la competitività del sistema turismo e sviluppare una campagna di marketing efficace e una strategia di intercettazione dei flussi turistici».
CONFCOMMERCIO FAVOREVOLE. Il presidente della Confcommercio, Roberto Donatelli e il direttore Celso Cioni hanno dichiarato «di aver votato il provvedimento, insieme a 18 dei 22 consiglieri camerali, in quanto contribuirà al rilancio turistico del comprensorio».
NO DELLA CISL. Il segretario provinciale Cisl, Sangermano ha chiesto «l’annullamento immediato della delibera» definendo il provvedimento «impopolare quanto intempestivo, in un momento in cui tutto il sistema associativo e datoriale del territorio sta mettendo in piedi iniziative coordinate e strategiche, volte proprio a supportare il mondo imprenditoriale». «L’aspetto che lascia maggiormente perplessi», incalza Sangermano, «è che tali fondi sono destinati, come indicato nella delibera, a finanziare un progetto regionale per il marketing territoriale, che assegna alle Destination management company (Dmc), società di servizi turistici, buona parte dei finanziamenti. Progetto che necessita di un approfondimento e di una verifica, soprattutto in relazione alle finalità e all’utilizzo dei fondi pubblici». Intanto, Domenico Venditti, componente della giunta camerale precisa di non aver votato a favore della delibera in quanto assente, ma soprattutto «perché contrario al provvedimento».(red.aq.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA