Tasse, altra proroga e nuova delusione

22 Giugno 2018

Due mesi in più alle imprese. Fronte comune D’Alfonso, Pezzopane e Biondi: «Un risultato molto al di sotto delle attese»

L’AQUILA. Tuonano il senatore e presidente della Regione, Luciano D’Alfonso (Pd), il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi (FdI), l’onorevole Stefania Pezzopane (Pd), il segretario di Apindustria, l’norevole Luigi D’Eramo (Lega), e Massimiliano Mari Fiamma (Apindustria).
È un coro allarmistico e che priomette battaglia, quello che si leva contro la proroga di altri due mesi concessa alle imprese aquilane per presentare la documentazione per la restituzione delle tasse sospese per il sisma 2009: 75 milioni.
«È all'insegna di un disarmante minimalismo ciò che sta facendo in Senato la maggioranza di governo, in merito alle norme che riguardano la restituzione delle agevolazioni fiscali e contributive seguite al terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila», sostiene il senatore D'Alfonso. «Invece di premere per l'innalzamento della soglia del de minimis a 500.000 euro, in Commissione Lega e M5S hanno proposto una proroga fino al 31 dicembre. Si tratta di una misura inadeguata, che serve solo a tirare a campare per altri sei mesi. Questa è una vicenda riguardante 320 soggetti tra imprese e persone fisiche, per un ammontare di 75 milioni di euro, soggetti che non possono essere dimenticati. Insieme ad altri 11 senatori del Pd», ha sottolineato, «avevo presentato un emendamento che accoglieva quanto richiesto dai cittadini aquilani il 15 aprile 2018: la necessità di interpretare l'atto in maniera più flessibile, soprattutto per ciò che riguarda la soglia del de minimis, che sulla base del Temporary Framework – applicato dall'Europa nel periodo del sisma e per tutto il 2011 – è fissata a 500.000 euro. Si tratta di una richiesta sacrosanta, condivisa dall'intera comunità dell’Aquila e del cratere sismico, da tutte le istituzioni di ogni orientamento politico, dalle imprese, dalle organizzazioni professionali e di categoria, dai sindacati. Una posizione unanime che nessuno può sottovalutare. Bruxelles ha già palesato segnali di disponibilità alla revisione del provvedimento e all'innalzamento della quota, ma se il governo Conte non si muove, tutto diventerà inutile».
Per Biondi si tratta di una notizia «al di sotto delle aspettative. E di molto». Per l’onorevole D’Eramo, invece, «deve essere considerata come primo, parziale risultato di una battaglia che è ancora tutta da combattere».
«È un risultato che va molto al di sotto delle aspettative del territorio. «Nonostante l’ottimo lavoro svolto dai senatori Marco Marsilio, Paolo Arrigoni, che è stato in costante contatto con me e l’onorevole Luigi D’Eramo, e Gaetano Quagliariello, finalizzato a innalzare a 500 mila euro della soglia del de minimis, il governo ha ritenuto di approfondire il discorso e di riaprire l’interlocuzione con l’Europa», aggiunge il primo cittadino. «La posizione del tavolo sulle tasse istituito in Regione e coordinato dal vice presidente Giovanni Lolli e dal sottoscritto, era e rimane la stessa: le agevolazioni fiscali concesse ai sensi della legge 183 del 2011 non costituiscono aiuto di Stato ed è questo il mandato che assegniamo al nuovo esecutivo nazionale, affinché si presenti a Bruxelles con la volontà precisa di tutelare gli interessi nazionali e, in particolar modo, quelli delle popolazioni colpite dal sisma del 2009», conclude Biondi.
«Il prolungamento di ulteriori 60 giorni della procedura di risposta all’azione commissariale, giunta stavolta con un emendamento, non è altro che l’ennesima delusione che siamo stati costretti a subire», afferma il segretario di Apindustria, Mari Fiamma. «Come si può pensare che in soli 90 giorni, quelli che restano ora alla scadenza, si possa ottenere udienza dalla Commissione europea, far deliberare nel senso sperato e procedere alla stesura degli atti necessari per scongiurare le azioni di recupero?», chiede Mari Fiamma. «Il governo Conte non ha preso nelle giusta considerazione il problema delle imprese aquilane danneggiate dal sisma del 2009. La proroga non è sufficiente, bisogna alzare il de minimis a 500 mila euro», dice l’onorevole Stefania Pezzopane.
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