Tasse da restituire, decisione dopo le feste

2 Gennaio 2020

Si attende il pronunciamento dell’Unione Europea dopo il dossier consegnato dal governo

L’AQUILA. Il pronunciamento dell'Unione Europea potrebbe arrivare subito dopo le festività. Il Governo ha consegnato all'Ue il dossier sulle tasse sospese dopo il sisma 2009, con la richiesta tecnica formulata insieme alla Regione e alle Associazioni di categoria: una serie di parametri che, messi insieme, consentirebbero di dimostrare come «non ci sia stata alcuna violazione della concorrenza». Le aziende aquilane, per dirla in altri termini, non avrebbero avuto un raggio d'azione così vasto da interferire con il mercato internazionale, sia per la sede ricadente sul territorio, sia per la mancanza di campagne di marketing a livello nazionale, sia per la presenza di promozioni su siti web e altro.
La partita si è spostata su un piano squisitamente tecnico, anche se il livello di discussione politica resta molto alto. L'Europa, intanto, non sembra intenzionata ad accettare l'interpretazione della soglia de minims a 500 mila euro, lasciando fermo il tetto a 200 mila. Ma l'alternativa dei requisiti tecnici che attestano la «non concorrenza europea» potrebbe comunque salvare buona parte delle 126 imprese chiamate a restituire le tasse.
La proroga di sei mesi concessa dal Governo, l'ultima per stessa affermazione della presidenza del Consiglio dei ministri, che punta a chiudere la partita – tanto quanto il mondo imprenditoriale locale – servirà a stringere l'interlocuzione con l'Europa. «Siamo in contatto costante con la presidenza del Consiglio», affermano dalle strutture tecniche della Regione Abruzzo, «la Commissione europea pare avere definitivamente accantonato la possibilità di innalzare il de minimis a 500mila euro, in virtù dell'interpretazione legata all'entrata in vigore della nuova norma finanziaria, a gennaio 2012, che ha mutato i parametri di riferimento. Ma stiamo studiando una soluzione alternativa in grado di salvare il maggior numero di aziende». Sulla trattativa con l'Ue c'è massima riservatezza, visto che la posta in gioco è molto alta: 126 aziende che potrebbero dover sborsare oltre 100 milioni di euro, con il rischio della perdita secca di 2.000 posti di lavoro, tra diretti e indotto. Numeri pesanti, in un territorio in sofferenza, che hanno fatto il giro dei tavoli di discussione governativi.
«Il Governo ha formalizzato all'Ue una richiesta messa a punto insieme alle Associazioni di categoria e agli interlocutori locali», dicono ancora dalla direzione generale della Regione, «siamo in attesa della formalizzazione, per accettazione, della proposta che salverebbe dalla restituzione quasi tutte le aziende inserite in elenco, lasciando aperta, per le altre, la strada della certificazione dei danni materiali e immateriali subiti con il terremoto». Si lavora, dunque, su tre livelli istituzionali: Regione, Governo, Europa». (m.p.)
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