Tasse da restituire, l’ultimo atto: entro domani si paga la rata finale

30 Dicembre 2021

Scadono i termini concessi dal governo: il rimborso in 120 quote (per dieci anni) scattò nel 2012 Per molti dipendenti pubblici, privati e pensionati finiranno le decurtazioni su buste paga o pensioni 

L’AQUILA. La data di domani – 31 dicembre 2021 – segna a suo modo una data storica per il post sisma 2009. Scade il termine per restituire le tasse sospese dall’aprile 2009 a fine giugno 2010 in conseguenza del terremoto del 6 aprile di quasi 13 anni fa. Il primo gennaio 2012 scattò la restituzione non al 100 per cento ma al 40 per cento. Furono previste 120 rate mensili, quindi 10 anni. Molti dipendenti pubblici, privati e pensionati in questo periodo si sono visti decurtare la somma sulla busta paga o sulla pensione, altri hanno pagato con il modello F24. Qualcuno ha preferito ridare tutto con un solo pagamento. La vicenda, va precisato, riguarda in particolare le persone fisiche. Sulle imprese, come noto, c’è stata una battaglia lunga e piena di ostacoli. La Commissione Europea sosteneva infatti che «la riscossione agevolata con riduzione al 40% delle tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi nel periodo tra il 2009 e il 2010 sia da considerare in termini di tassazione e di contribuzione un aiuto di Stato illegittimo, e che, pertanto, tali somme debbano essere restituite integralmente dai beneficiari, ove non si sia in grado di provare che tali misure di sostegno siano riconducibili al solo ristoro del danno effettivamente subito da imprese e lavoratori autonomi». Alla fine, per la gran parte delle imprese, la restituzione totale è stata evitata anche se ci sono ancora delle pendenze (poche) davanti ai giudici amministrativi. All’epoca (fra il 2010 e il 2011) si disse che in totale (privati e imprese) le tasse da restituire ammontavano a un miliardo di euro. La restituzione del solo 40 per cento fu disciplinata dalla legge 183 del 2011 (legge di stabilità 2012) che previde all’articolo 33, comma 28 «dal primo gennaio 2012 la ripresa della riscossione dei tributi e dei contributi sospesi in favore dei contribuenti residenti nelle zone dell’Abruzzo colpite dal sisma con l’applicazione dell’abbattimento del 60% dei tributi e dei contributi o dei carichi iscritti a ruolo oggetto di sospensione». Questo il testo integrale del comma 28: «Per consentire il rientro dall’emergenza derivante dal sisma che ha colpito il territorio abruzzese il 6 aprile 2009, la ripresa della riscossione dei tributi avviene senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in 120 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012. L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 per cento».
Ma per arrivare a inserire quel comma nella legge di bilancio 2012 ci fu una lunga battaglia che vide in prima linea le forze politiche locali e le associazioni di categoria. Nelle cronache dell’ottobre del 2011 si leggeva infatti che «dal primo novembre 2011 dovrebbe scattare la restituzione del 100% degli importi non pagati dopo il sisma, con una rateizzazione di 120 mesi. Il parlamentare Giovanni Lolli è intervenuto sull’argomento chiedendo, oltre a un rinvio, anche uno sconto sull’importo da restituire. Secondo Lolli il governo sta vagliando la possibilità di abbattere il 60% dell’importo totale». Qualche giorno prima il sindaco Cialente era tornato sulla questione dei tributi dicendo che «l’economia aquilana ancora non riparte e la restituzione come prevista sarebbe un colpo mortale per la città». Intervenne fra gli altri pure il direttore della Confcommercio, Celso Cioni, (scomparso lo scorso anno), che affermò: «Siamo al collasso. Delle 900 attività commerciali presenti in centro storico, soltanto 600 si sono ricollocate in periferia. All’appello ne mancano ancora 300».
Le prese di posizione a favore dell’abbattimento si moltiplicarono e alla fine nella legge di bilancio fu inserito il comma che risolse la situazione. Uno degli argomenti forti a favore dell’Aquila fu che nei precedenti terremoti l’abbattimento del 60% dell’importo e la rateizzazione a 10 anni era stata concessa.
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