Tasse da restituire, pronti a una nuova mobilitazione

Operatori economici convocati da Lolli in Regione per una nuova strategia Rainaldi (Confindustria): aspettiamo la formazione del governo, poi tutti a Roma
L’AQUILA. Riprende, a tamburo battente, la protesta per le tasse sospese dopo il sisma, che adesso l'Unione Europea vuole indietro della aziende aquilane. La proroga di 90 giorni non ha fatto scemare le preoccupazioni degli operatori economici del territorio, che ieri sono stati convocati nuovamente dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli. Presenti all'incontro i rappresentanti del Comune, di Confindustria e Api, l'avvocato Roberto Colagrande, che sta seguendo la vertenza dal punto di vista legale e il presidente dei commercialisti, Ettore Perrotti. A breve verranno convocati tutti gli imprenditori che hanno ricevuto le notifiche da parte del commissario, Maria Margherita Calabrò, propedeutiche al pagamento. E non è esclusa una manifestazione a Roma, per sollecitare il nuovo governo, appena sarà formato. «Con Lolli», afferma Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria L'Aquila alla ricostruzione, «abbiamo condiviso un percorso comune, vista la situazione difficile a livello governativo. A giorni verrà convocata una riunione con le imprese destinatarie delle cartelle di pagamento e tutti i parlamentari abruzzesi, come ulteriore azione per mantenere alta l'attenzione sul problema, che non è affatto risolto». La preoccupazione del mondo imprenditoriale aquilano è alta: 350 aziende coinvolte per 75 milioni di euro, come base da restituire, a cui va aggiunta la mora per il mancato pagamento, sono numeri “pesanti”, sul piano economico. «Non escludiamo, appena sarà formato il governo, una manifestazione a Roma», incalza Rainaldi, «il tempo corre e la proroga di novanta giorni, che fa slittare il termine a fine luglio, non è altro che un palliativo». L'obiettivo che le imprese intendono raggiungere è l'innalzamento della soglia del de minimis da 200 a 500 mila euro, con franchigia. «Chiediamo al governo un decreto che intervenga sulle vecchie disposizioni e corregga il tiro», conclude Rainaldi, «consentendo alla maggior parte delle aziende di usufruire di un'ancora di salvataggio». I riflettori nazionali si sono accessi sul caso delle tasse richieste dall'Ue agli imprenditori aquilani dopo la grande manifestazioni organizzata in città, che ha visto sfilare politici, imprenditori, operai edili, lavoratori di aziende, liberi professionisti e studenti».
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