«Tasse da sospendere o in centro non si riaprirà»

Per il vice presidente Capretti se non ci saranno provvedimenti drastici da parte del Comune un negozio su tre rischia di chiudere definitivamente
L’AQUILA . Annullamento delle tasse comunali, a carico dei commercianti, per tutto il 2020. Niente Tari, la tassa sui rifiuti, e niente Imu per i locali commerciali.
È la proposta della Confcommercio, presieduta da Roberto Donatelli, che finirà sul tavolo della giunta Biondi. Già sollecitato ufficialmente dalla Federalberghi, nell'ultimo incontro a Palazzo Fibbioni, più di un mese fa, il provvedimento tampone torna in auge «alla luce della gravissima situazione che sta vivendo il comparto, a causa dell'emergenza Covid-19». In alcune città italiane, le amministrazioni locali hanno optato per una sospensione o, addirittura, cancellazione dei tributi per l'intero periodo di fermo. Il rischio, fanno sapere i commercianti, è troppo alto: dopo il lockdown, in centro storico potrebbe non riaprire un negozio su tre.
NIENTE TASSE. «È necessario agire su due direttrici», spiega Alberto Capretti, vice presidente Confcommercio della provincia dell'Aquila, «le misure economiche immediate per sostenere le imprese e le azioni future per la promozione del territorio e la ripresa dei contatti con l'esterno». Si parte dalle tasse. I primi a chiedere al Comune di sospendere il pagamento delle imposte sono stati gli albergatori, ma senza successo. Adesso, tornano a battere cassa i commercianti, che invocano un sostegno concreto. Da tradursi in blocco della Tari e dell'Imu per i titolari di attività commerciali e artigianali e i proprietari di locali commerciali, almeno per tutto l'anno. «Chiediamo anche che venga annullata la tassa sull'occupazione di suolo pubblico», afferma Capretti, «metà stagione è andata in fumo; in estate la situazione non sarà molto diversa da quella attuale. Con i negozi chiusi, non è pensabile di applicare la tassa sui rifiuti – che non sono stati prodotti – o l'Imu sui locali affittati. Lo stesso si può dire per la tassa sull'occupazione del suolo pubblico per mercati, bar, pub e ristoranti. In molte città italiane il provvedimento di sospensione delle tasse comunali è stato già attuato. Chiediamo che L'Aquila si adegui».
CHI RIAPRIRÁ? Dopo il blocco totale imposto dal Governo per frenare l'emergenza sanitaria del Covid-19, non tutti riapriranno i battenti. A rischio in centro storico, secondo la Confcommercio, c'è un negozio su tre. «Commercianti che hanno compiuto uno sforzo economico importante per riaprire le attività dopo il sisma», ricorda Capretti, "che hanno affittato locali e contratto mutui. Senza un sostegno economico, stavolta non ce la faranno a ripartire. Alle misure messe in atto dal Governo, vanno aggiunti provvedimenti locali: i Comuni possono e devono fare la loro parte». La Confcommercio sollecita «appena sarà possibile, la convocazione di un tavolo di concertazione per stabilire le misure da intraprendere. È questo il momento adatto», conclude Capretti, «per far partire la Consulta del commercio del centro storico».
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