Tasse evase, il pianto dei Comuni

Il caso dopo le dimissioni del sindaco di Castellafiume. I colleghi: «Furbetti? No, non ci sono soldi»
CASTELLAFIUME. Le dimissioni del sindaco di Castellafiume, Domenico Mariani, schiacciato dal peso dell’evasione fiscale e delle tante cause legali, ha spinto molti colleghi primi cittadini a scendere in campo e a mostrargli solidarietà.
«Capisco benissimo il collega Mariani e gli ho espresso tutta la mia solidarietà», ha commentato il sindaco di Luco dei Marsi, Domenico Palma, «purtroppo questa è una situazione che viviamo un po’ tutti. Le difficoltà economico-finanziarie nei Comuni sono all’ordine del giorno e andare avanti spesso è difficile. Anche a Luco abbiamo il problema dell’evasione che è legato per lo più alla carenza di posti di lavoro. Non ci sono furbetti. Le famiglie che hanno difficoltà non possono non pagare le bollette della luce o del gas perché altrimenti il servizio viene interrotto, ma trascurano le tasse comunali. Se non si paga Imu o Tasi arriva solo una cartella esattoriale dopo qualche mese, le famiglie lo sanno e quindi cercano di risparmiare in questo senso».
Il primo cittadino di Castellafiume, eletto nel 2013 con una lista unica e civica, ha denunciato che in paese, dal 2013 al 2015, il 34,5% dei cittadini non ha pagato Imu, Tasi e Tari per un totale di 430mila euro.
«Mariani ha pienamente ragione», ha affermato il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, «oggi gli unici Comuni che si salvano sono quelli con introiti extra, dovuti a impianti fotovoltaici o altri progetti che portano dei soldi nelle loro casse. L’evasione fiscale è aumentata tantissimo con la crisi e se in bilancio si inserisce un’entrata preventiva di 100mila euro a fine anno ce ne sono sì e no 60, al massimo 70. Capisco benissimo il sindaco di Castellafiume e gli esprimo tutta la mia solidarietà».
A spingere Mariani a togliersi la fascia tricolore è stato anche il peso delle tante cause intentate contro il Comune per pagare le quali non ci sono più soldi.
«Il sindaco di Castellafiume è scrupoloso, attento e molto meticoloso, non è uno sprovveduto e si è messo a servizio di tutta la comunità», ha concluso il primo cittadino di Cappadocia, Lucilla Lilli, «purtroppo la situazione in cui vive il Comune è dettata da 20 anni di malagestione della cosa pubblica. Noi abbiamo molte utenze turistiche e quindi molti introiti, ma su un milione e mezzo di euro più di 970mila lo versiamo allo Stato. Ma le spese le sosteniamo noi e paghiamo oltre 40mila euro solo per lo spalamento della neve, più tutti gli altri servizi. Siamo bloccati e non possiamo fare investimenti».
Il sindaco Mariani ha 20 giorni di tempo per tornare indietro, ma già annunciato che non lo farà.
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