Tasse, la Regione prepara il viaggio a Bruxelles

19 Settembre 2019

Incontro a Palazzo Silone tra il presidente Marsilio e le associazioni delle imprese sui tributi da restituire. Rainaldi polemico: «Mi aspettavo di più dalla politica»

L’AQUILA. Un intervento sul governo e sull’Unione europea per evitare la restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 2009: questo il succo della riunione convocata, ieri, in Regione dal presidente Marco Marsilio, alla presenza del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dell’assessore regionale alle Aree interne Guido Liris, del coordinatore dei sindaci del cratere, Francesco Di Paolo, e delle associazioni di categoria.
La Regione si è impegnata a riconvocare il tavolo entro la prossima settimana, con la partecipazione dei parlamentari abruzzesi.
Ma la strada, secondo Marsilio, non è quella della proroga.
«Non mi porrei come primo obiettivo guadagnare sei mesi di proroga», ha detto il presidente, «perché sappiamo che queste deroghe, anche se hanno impedito di restituire subito i soldi, non risolvono il problema alla radice e costringono le imprese ad accantonare riserve. Il commissario europeo alla concorrenza, Margrethe Vestager, anche se non ha dimostrato aperture nettissime, si è dimostrata disponibile al dialogo, sostenendo che deve essere il governo a fornire spiegazioni».
La proposta emersa è quella di intervenire sul governo perché assuma iniziative nei confronti dell’Unione europea.
Marsilio, all’inizio di ottobre, sarà a Bruxelles per un incontro con i vertici della Commissione europea «per utilizzare ogni forma di pressione per far capire quanta importanza l’Abruzzo riserva a questi argomenti».
Critica la posizione del delegato alla ricostruzione di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi.
«Rimango meravigliato e amareggiato», ha detto, «dall’esito della riunione. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, da cui ci saremmo aspettati proposte su come continuare il percorso intrapreso, ha fatto solo una reprimenda alle associazioni di categoria ribaltando il ruolo che dovrebbe essere della politica. Sono dieci anni che ci spendiamo per risolvere il problema. Decine e decine di aziende rischiano di saltare in aria e la politica, in sede istituzionale, pensa solo a fare reprimende».
Massimiliano Mari Fiamma, direttore Api, ha auspicato invece «l’individuazione di una figura di collegamento con il governo, un delegato alla ricostruzione o un sottosegretario, che prenda in mano tutta la questione della ricostruzione».
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