Tasse, oggi la sfida si sposta al Tar

18 Aprile 2018

Al vaglio dei giudici la sospensiva per disapplicare il provvedimento che rischia di demolire l’economia aquilana

L’AQUILA. La partita più importante contro il provvedimento che rischia di demolire l’economia dell’Abruzzo aquilano si gioca forse oggi davanti al Tar. Sono infatti 350 le imprese e le partite Iva chiamate a restituire in unica tranche complessivamente circa 100 milioni più le sanzioni che ammontano al 30 per cento della somma, relative alla sospensione delle tasse per 18 mesi nel cratere del terremoto. Queste imprese hanno già rateizzato il 40 per cento delle tasse sospese in dieci anni, come fatto dai cittadini. Ora, però, a differenza di quanto accade alle persone fisiche e alle ditte che sono sotto la soglia del cosiddetto de minimis, 200mila euro, ai quali è stato abbonato il 60 per cento, ai circa 350 operatori economici è stata richiesta anche la quota del 60 per cento perché considerato dalla Commissione europea aiuto di Stato. La misura colpisce imprese che sono sopra il de minimis. Gli imprenditori, che si sono affidati all’avvocato Roberto Colagrande, puntano molto su questo ricorso per disapplicare il provvedimento anche perché i tempi stringono e dell’annunciata proroga non c’è traccia .
Oggi, quasi certamente, i giudici si riserveranno la decisione ma potrebbero, come da richiesta, rimettere la valutazione alla Corte di giustizia europea. In tale caso si bloccherebbe tutto e le imprese potrebbero rifiatare. La decisione del Tar, anche se non si conoscerà oggi, sarà comunque depositata in tempi brevi e ci sarà, data l’importanza, un ampio coinvolgimento della magistratura amministrativa regionale.
«Il ricorso al Tar», ha detto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, «è uno dei tre cardini su cui abbiamo fondato la protesta: quello giudiziario non è un pretesto, ci sono fondati motivi che abbiamo scritto nel ricorso, e la sospensiva riteniamo sia sacrosanta». Biondi parla anche dell’allarme che si è fatto largo nel pomeriggio di lunedì, qualche ora dopo il corteo di protesta, sull’assenza di un documento ufficiale su cui basarsi sulla proroga di quattro mesi. «L’ha annunciata il sottosegretario uscente e commissario per il terremoto Centro Italia De Micheli, sentito il premier Gentiloni», chiarisce il sindaco, «ciò mi sembra paradossale, non posso credere che sia stata una boutade, ho grande rispetto per le istituzioni». Biondi, infine, confida su un nuovo governo che sia consapevole del problema.
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